“Le stanze delle muse” è il titolo della mostra attualmente in corso alla Galleria degli Uffizi (fino all’ 11 maggio 2014) che espone cento dipinti della collezione di Francesco Molinari Pradelli (Bologna1911-1996), il noto direttore di orchestra e grande connoisseurship di pittura del Sei-Settecento. La raccolta si formò negli anni Sessanta-Settanta del Novecento quando il Musicista, all’estero per le sue esecuzioni, acquistò ,in varie parti del mondo, ma soprattutto in USA, numerosi esemplari di dipinti di Nature morte e importanti quadri di figura dello stesso periodo.
All’epoca delle ricerche di Molinari Pradelli la Natura morta non era molto studiata né ricercata dagli storici dell’arte: il Collezionista fu un pioniere del settore, dimostrando grande ‘fiuto’ nell’individuare la qualità di questi quadri di genere, particolarmente insidiosi per la numerosa produzione di serie, divenendo perciò un punto di riferimento anche per gli studiosi di professione. Quando poi l’interesse di Molinari Pradelli si spostò ai quadri di paesaggio e di figura, specie di scuola bolognese e napoletana, ma anche toscana, giunse a vere e proprie scoperte attributive.
Va ricordato che il Maestro divenne grande intenditore cominciando da autodidatta, senza seguire consigli di specialisti, ma liberamente seguendo il suo infallibile istinto. Infatti, solo dopo gli acquisti e con l’allargarsi della collezione, egli condivise opinioni e giudizi con storici dell’arte di primo piano, sia della sua città, Bologna, che con personalità come Longhi , Zeri e Mina Gregori. Forse perché le opere furono comprate per una questione di gusto e non per interesse economico (Molinari Pradelli volle notificare la collezione , fatto encomiabile e non frequente!) i dipinti in mostra sono di una bellezza e di un impatto visivo eccezionale, pur non essendo i nomi degli artisti fra i più noti; ma proprio per questo la collezione riveste il carattere dell’eccezionalità e dell’ originalità. A questo va aggiunta l’eleganza dell’allestimento che ricostruisce l’atmosfera della casa del Maestro con stanze e ambienti rielaborati anche grazie alla collaborazione del regista Pupi Avati, il cui padre fu grande amico del Musicista.
Tutto il percorso è integrato con foto dell’attività musicale del Maestro, svolta in tutto il mondo, ma in particolare al Teatro Comunale di Firenze, con riproduzione di bozzetti e scenografie di opere liriche da lui dirette. Perciò durante la visita della mostra, nelle nuove sale degli Uffizi, si è accompagnati da musiche tratte dalle più famose esecuzioni del Direttore d’orchestra, con documentazioni fotografiche di famosi personaggi d’allora , quali la Callas , il giovane Muti e altri protagonisti del mondo musicale di allora.