Vibrazioni pericolose: Rosario Genovese “confessa” il dildo

Presunte “spese pazze” in Regione: contestata a Rita Moriconi, eletta nel Pd, una spesa al sexy-shop ma lei nega tutto. A Beppe Pagani, che ottiene la solidarietà del web, pranzi e cene. A Fabio Filippi paste e gelati, a Matteo Riva e Liana Barbati convegni e viaggi. Bufera alla vigilia delle regionali. Ma gli indagati si dicono pronti a chiarire tutto

Non sono mai entrata in un sexy shop in vita mia e, pur affermando con forza la libertà di ciascun cittadino di vivere la propria sessualità, non possiedo né ho mai posseduto nessun gadget erotico. Non sono quindi io la persona alla quale la Procura di Bologna ha contestato questa spesa. Sono fermamente convinta di poter chiarire tutte le mie voci di spesa (che si riferiscono esclusivamente a ricariche telefoniche, alcuni pasti e qualche viaggio). Così si difende la reggiana Rita Moriconi (foto a sinistra), Psi eletta nel Pd, da chi le contesta la spesa hard in un sexy-shop. Ma il tenore della risposta alla raffica di accuse piovute addosso a quasi tutto l’ex consiglio regionale dell’Emilia Romagna (compresi sei reggiani) è della medesima fatta. Sono certi che chiariranno tutto. Nei libri contabili del gruppo Pd in regione non risulta comunque lo scontrino del sex toy. Lo assicura la capogruppo uscente Anna Pariani, a margine dell’assemblea legislativa, che nega l’addebito del gioco erotico comprato a spese della regione alla consigliera socialista Rita Moriconi, in aula è apparsa piuttosto scossa. Tuttavia dalla Procura confermano.n1463167519_5193

Il primo a parlarne, dopo la diffusione della notizia, è stato Marco Barbieri, ex assessore e capogruppo, che non fu immediatamente eletto nel 2010 ma ripescato dopo un ricorso alla magistratura e che non chiese nemmeno un risarcimento per il periodo in cui fu escluso. “Non conosco nemmeno cosa mi sia contestato, sono certo che chiarirò tutto”, ha battuto il vezzanese già ieri poco dopo la notizia.

Incassa la solidarietà del popolo web lo scandianese Beppe Pagani, già segretario provinciale Cisl cui vengono contestati rimborsi per pranzi e cene e il pagamento di taxi, un classico nelle normali attività di un consigliere. Per ora tace ma il “suo gruppo” si schiera decisamente in sua difesa. Il grafico che gli ha curato la nota campagna pubblicitaria “C’è Beppe”, Stefano Salsi (che cura anche l’immagine di Ottavia Soncini) ha postato questa frase: “Mi fido più di C’è Beppe che di me stesso. Non so nulla della vicenda ma so che è una persona onesta e sincera. So quello che dico e, per me, questo è sufficiente” ricevendo numerose “piacizzazioni”.

Riva attacchino
Matteo Riva qui in un momento di propaganda politica

Importi importanti invece quelli contestati al gruppo Italia dei Valori: oltre 400mila euro di spese “non giustificate” di cui dovrà rispondere anche l’x assessore comunale alla cultura, la guastallese Liana Barbati. Per il trasporto di ospiti a convegni (anche con Marco Travaglio e Luigi De Magistris). A Matteo Riva invece, passato dall’Idv al Gruppo misto e ora al Cntro democratico (e candidato alle prossime regionali) vengono contestati 27mila euro, tra cui i soldi spesi per un viaggio a Lampedusa nel 2011 con una collaboratrice. Anche in questo entrambi ribadiscono che sarebbe tutto in regola. Riva ha detto di essere andato a Lampedusa non in vacanza per incontri sul tema dell’immigrazione; la Barbati invece che le spese del suo gruppo, assieme a quelle grilline, erano online da tempo e dunque la correttezza facilmente dimostrabile.

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Fabio Filippi con Silvio Berlusconi

Quasi 57mila euro contestati invece a Fabio Filippi di Forza Italia in un anno e mezzo, in trasporti, pasti, bar, pasticcerie, alloggi e via dicendo. Tra questi mille euro spesi alla Locanda di Sarzano a Casina, altri mille all’hotel Hilton di Rimini e poco meno di 800 all’hotel Miramonti di Castelnovo Monti.

Unica che esce già pulita tra i reggiani è Roberta Mori che si è fatta garantista in genere e che ha difeso particolarmente a spada tratta i colleghi di partito: Da avvocata richiamo la necessità di attendere gli accertamenti prima di ciascun giudizio sommario. Ricordo che due sentenze della Corte Costituzionale e due sentenze della Corte dei Conti ritengono le spese dei Gruppi “legittime e inerenti”. Da consigliera sono certa che tutti/e i/le colleghi/e del Pd con cui ho lavorato intensamente e di cui ho profonda stima e rispetto, perché sono persone serie e perbene, chiariranno in men che non si dica ogni elemento a carico nel pieno rispetto delle regole certificate dai revisori dei conti.

12 novembre

rosario genoveseSvelato il “mistero” del vibratore: la Moriconi “scagionata”. Rosario Genovese in un comunicato stampa ha infine “confessato” di aver usato il suo bancomat per acquistare il vibratore. Genovese, 41 enne attuale consigliere comunale del Pd a Scandiano, già segretario del Psi, ex dipendente Ccpl e artefice dell’inserimento nel listino Errani della Moriconi, ne divenne poi collaboratore una volta eletta. Si è recato in Procura per una deposizione spontanea ed ha affermato di essersi poi fatto rimborsare il dildo come una cena. Avrebbe usato il suo bancomat per l’acquisto.

 

 

 

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