“L’instabilità politica preoccupa gli investitori”. E’ l’allarme lanciato dal governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco nel giorno in cui tornano a spirare i venti di crisi sul governo Letta. Dopo giorni di calma quasi irreale, con l’inizio dei lavori della Giunta per le immunità del Senato è ricominciata la marcia verso il baratro dell’esecutivo. Almeno per il momento non sembrano esserci spiragli né possibilità di accordo: è infatti muro contro muro tra Pdl da una parte, Pd, Scelta Civica e Movimento 5 Stelle dall’altra.
Lunedì, dopo che il relatore Andrea Augello ha presentato le tre questioni pregiudiziali, il Pdl ha chiesto il rinvio della discussione ma Pd e M5S si sono opposti e hanno chiesto e ottenuto un voto unico che valga per l’intera relazione e le tre pregiudiziali. Voto che già oggi – la riunione è stata aggiornata per questa sera alle 20 – potrebbe decapitare le larghe intese.
“Dalla giunta provengono segnali di muro contro muro – ha dichiarato Renato Schifani, capogruppo Pdl al Senato – Un inaccettabile atteggiamento da parte del Pd e di M5S che intendono votare martedì contro le pregiudiziali formulate dal relatore. Se dovesse succedere questo, non credo che si potrebbe più parlare di maggioranza a sostegno del governo”. “Far cadere il governo in questo momento sarebbe un atteggiamento irresponsabile – ha replicato il segretario del Pd Guglielmo Epifani – È chiaro che se dovessero dare corso a queste minacce avremo la prova provata che si usa questo caso come un atto di grave irresponsabilità verso la condizione economica e sociale del Paese. Se qualcuno lo farà se ne assumerà tutta la responsabilità”.
Intanto, dai mercati giungono notizie tutt’altro che positive: il rendimento del Btp decennale è salito al 4,47% superando quello dei Bonos spagnoli (4,45%). È la prima volta da marzo 2012 che il tasso sul decennale del Tesoro è più alto di quello iberico. A tutto ciò si è aggiunta anche la rivisitazione sulle stime del Pil italiano da parte dell’Istat. Con un calo del Pil congiunturale dello 0,3% e tendenziale del 2,1%, l’Italia nel secondo trimestre ha segnato una perfomance peggiore rispetto ai Paesi dell’area Euro, Usa e Giappone.