Firenze – Il problema è complesso. Lo slogan “Le case del Comune non si vendono” su cui si prepara il presidio che venerdì 12 gennaio, a partire dalle 16, si terrà all’angolo fra via de’Pepi e via Pietrapiana a Firenze, non è che una parte del nodo che si stringe sulle vendite che il Comune di Firenze ha messo in atto su di un gruppo di abitazioni che, secondo quanto sostenuto dai Cobas fiorentini, dai movimenti e dalla sinistra cittadina, non solo non avrebbero dovuto essere della partita, in un momento di particolare emergenza nell’emergenza abitativa, ma sono anche state “svendute” creando una serie di conseguenze negative per la città.
Il punto è ben spiegato dai Cobas, che pongono il quesito partendo proprio dalle modalità della vendita e dagli eventuali “guadagni” che l’amministrazione comunale si propone di fare sugli immobili venduti. “Come rispondereste a un agente immobiliare che si presenta a casa vostra e vi chiede di vendergli la casa in cambio di un terzo del valore subito e il resto in quote di un fondo di investimento che non puoi vendere prima di venti anni e che alla scadenza non ti garantisce il rimborso delle quote?”, è la domanda di fondo della protesta organizzata da Cobas, cittadini, movimenti e sinistra. Immaginiamo le risposte, dicono dal sindacato, e sicuramente non sarebbero risposte accondiscendenti.