Vena fa le pulciManager Iren e stipendi d’oro, lo strano caso di Villani

L’utility sta affondando ma i compensi dei dirigenti non si toccano. E c’è chi accumula incarichi
Luigi Giuseppe Villani

Fino ad oggi il conto lo hanno pagato gli utenti e gli azionisti, fra i quali i Comuni che quest’anno non hanno praticamente visto dividendi. Chi sembra essere immune da ogni conseguenza sono i manager di Iren, i cui lauti stipendi sono rimasti quasi immutati nonostante la situazione di grave difficoltà in cui sta navigando l’utility, trascinata a fondo dalle pessime prestazioni in Borsa. Si tratta di amministratori che in modo più o meno diretto sono espressione della politica, la stessa politica che piange lacrime di coccordillo quando invece della cedola milionaria, arrivano solo spiccioli causa eccesso di debiti.

A fare i conti in tasca ai vertici di Iren è il segretario provinciale dei Comunisti Italiani Donato Vena che è andato a spulciare i documenti depositati presso la Consob. Interessanti i dati che emergono, a cominciare dall’ammontare degli stipendi. Ma c’è anche il caso del vicepresidente Luigi Giuseppe Villani, consigliere regionale del Pdl, che ha accumulato incarichi su incarichi ed è l’unico che non avere subito la decurtazione del 10% del compenso richiesta dall’assemblea in sede di nomina del nuovo cda. Altro dettaglio interessante, il fatto che siano pochissimi i dirigenti a detenere azioni dell’azienda: solo Roberto Garbati detiene un numero rilevante di azioni, 17mila 999; solo 2mila per il direttore generale Andrea Viero, 8500 Ernesto Lavatelli e 1499 Enrico Salza. Gli altri amministratori non posseggono nemmeno un’azione.

Scarica i documenti: Gli stipendi – Le azioni dei dirigenti

Ma torniamo agli stipendi: i 16 componenti del consiglio di amministrazione e i revisori dei conti, nel 2011 hanno incassato da Iren spa 2.335.000 euro. Spiccano gli stipendi dei 4 maggiori manager che costituiscono l’esecutivo: il presidente Roberto Bazzano (497.000 euro); l’amministratore delegato Roberto Garbati (477.000 euro), il direttore generale Andrea Viero (442.000 euro) e il vice presidente Luigi Giuseppe Villani (145.000 euro). Tre di questi importi, hanno avuto una lieve riduzione del 10%, come auspicato dall’assemblea passata, ma gli importi riscossi da Bazzano, Garbati e Viero sono ancora troppo alti soprattuto dopo la soglia stabilita dal governo Monti che prevede per un dipendente pubblico un importo massimo pari a quello del presidente della Corte di Cassazione (circa 300.000 euro).”All’assemblea dei soci – annuncia Vena – proporremo di rivedere ancora a ribasso gli importi avvicinandosi a quel massimo previsto dei 300mila euro annui”.

Il segretario del Pdci cita poi il caso del vice presidente Villani che “ha continuato in questi due anni a tenere due piedi in una scarpa: come vice presidente di Iren spa (oltre a rappresentare la società in altre tre aziende) e presidente del gruppo consiliare del Popolo della Libertà in regione Emilia Romagna. Un’incompatibilità morale e tecnica (quella del tempo limitato da destinare alla politica o alle aziende) che viene sostenuta solo perché la contropartita in gioco è il pagamento di emolumenti e indennità varie, non solo come semplice consigliere regionale ma addirittura da presidente del gruppo che prevede un bonus in più”. “Non è un caso che Villani – dice Vena – sia l’espressione in Iren di quella classe politica cacciata dal popolo di Parma”.

Ma secondo Vena, c’è un’altra anomalia che la dirigenza di Iren dovrà spiegare in assemblea: dei 145.000 euro che riscuote Villani, una parte la reperisce, in rappresentanza di Iren spa, come consigliere di Delmi dal 26/04/11 (7.500 euro), Acos spa (8.676 euro annui) e amministratore delegato Aga spa (5.000 euro annui). “Neanche Padre Pio – commenta – potrebbe fare di meglio nel riuscire ad essere presente su più luoghi contemporaneamente. L’altra anomalia è data dal compenso fisso che Villani riceve in quanto vice presidente. Allora rivolgo una domanda al sindaco Delrio, garante dei nostri beni pubblici: come mai i compensi dei 4 maggiori manager di Iren solo tre hanno avuto una decurtazione del 10% ed il quarto no? Indovinate chi. Bravi, proprio lui, Villani. Come se non bastasse, i compensi fissi previsti per le cariche esecutive prevedono: al presidente Bazzano 115.000 euro; all’amministratore delegato 93.000, al direttore Generale 55.000 e al vice presidente Villani 123.000 euro. Come può una carica che è meno importante di quella del presidente Bazzano prendere molto di più?”

“Due considerazioni finali: Bazzano, Garbati e Villani hanno ottenuto 38.000 per aver ottenuto un buon risultato del Mol (50% del bonus) e per la riduzione del debito (50% del premio). Mi spiegate allora perché agli azioni hanno ottenuto 8 centesimi di dividendi con il bilancio del 2010 e quest’anno avranno 1,3 centesimi? Bella cosa: aumentano le tariffe agli utenti, si riducono i dividendi destinati ai servizi per i comuni e gli emolumenti dei manager continuano a godono ncora di buona saluta. Se crisi c’è, – conclude l’esponente comunista – ci deve essere per tutti”.

Total
0
Condivisioni
Prec.
Dalla guerra al podio, Ivan Ljubicic si racconta

Dalla guerra al podio, Ivan Ljubicic si racconta

Intervista esclusiva al campione dopo l'addio al tennis

Succ.
Vena fa le pulciManager Iren e stipendi d’oro, lo strano caso di Villani

Vena fa le pulciManager Iren e stipendi d’oro, lo strano caso di Villani

L'utility sta affondando ma i compensi dei dirigenti non si toccano

You May Also Like
Total
0
Condividi