Va in scena all’Hotel Posta la propaganda filoputiniana

Si pianta l’ultimo chiodo sulla bara del comunismo reggiano nel silenzio (quasi) generale

Recita un antico proverbio che se starnazzi come un’anatra, cammini come un’anatra e nuoti come un’anatra, forse sei un’anatra. Quindi, se starnazzi come un putiniano, parli come un putiniano e ragioni come un putiniano, forse sei un putiniano. Mercoledi scorso un missile russo è esploso a 700 metri dal ministro della Difesa del Governo italiano Guido Crosetto in visita a Kyiv, la capitale di uno Stato libero (anche se momentaneamente occupato nel 20% del suo territorio da un esercito invasore, quello russo) e sovrano. Sabato mattina 17 gennaio all’Hotel Posta di Reggio va in onda la presentazione di un libro putiniano, realizzato cioè con un collage di dichiarazioni di Putin, comandante supremo di quello stesso esercito nonché dittatore russo, già presentato anche all’Ambasciata Russa in Italia e dunque col bollino di certificazione putiniana doc. A officiare la cerimonia ci sarà l’”editore” Francesco Toscano, noto esponente novax recentemente candidato per “Democrazia Sovrana Popolare”, il partitino dell’ex segretario dei Comunisti Italiani Marco Rizzo, alla Presidenza della Regione Liguria, dove ha raccolto un miserrimo 0,85%. Accanto a lui ci sarà l’ex ambasciatore in Armenia Bruno Scapini, a sua volta già candidato non eletto alle ultime Europee, sempre con “Democrazia Sovrana Popolare”.

Città del Donbass distrutta dai Russi

Il libro si intitola “Le vere cause del conflitto russo-ucraino” e, trattandosi di una summa del pensiero putiniano in materia, non abbiamo dubbi sul fatto che il pamphlet contenga la spiegazione vera dello spaventoso conflitto che da 3 anni insanguina il martoriato Paese dell’Europa Orientale. Infatti è sufficiente leggere al contrario le “analisi” e le “verità” di Putin, uno che pochi mesi fa in un’intervista televisiva ha dichiarato che “nel 1939 la Polonia aveva provocato la Germania di Hitler”.  In sostanza, l’opposto di ciò che dice Putin è vero. Enrico Berlinguer, in una delle sue ultime visite a Mosca, ammonì un giovane Massimo D’Alema dicendogli di stare in guardia, “perché i compagni sovietici mentono sempre, e le cartine delle caramelle – di cui Berlinguer era ghiotto – rimangono attaccate alle caramelle”.

Putin, che del regime sovietico è stato un dirigente, anche se non di primissimo piano, rimane comunque un prodotto di quella scuola di falsificatori seriali, dunque un autentico professionista della disinformazione, un avvelenatore di pozzi. I russi commettono l’ennesimo massacro a Bucha (quelli che hanno perpetrato nei territori ucraini ancora occupati restano avvolti nel mistero) e le foto dei poveri morti ammazzati disseminati per le strade invadono il web? “Sono attori, non sono morti veri”, dichiarano i corifei del regime come Peskov e Zakharova, e in Occidente, alcuni perché a libro paga, altri perché incredibilmente in buona fede, c’è chi gli crede e amplifica le sue menzogne. Putin è quel personaggio che, in occasione della consueta e pilotatissima conferenza stampa di fine anno, ha risposto così a una domanda sui sistemi missilistici di difesa occidentali, che gli Ucraini invocano per difendersi dai quotidiani bombardamenti dell’esercito di Mosca: ”Facciamo una prova…Concentriamo questi sistemi di difesa missilistici occidentali attorno a una città ucraina, ad esempio Kyiv, e vediamo se funzionano contro i nostri missili Oreshnik”, condendo il tutto con una risatina isterica che ha fatto seriamente dubitare della stabilità mentale del duce russo.

Soldati nordcoreani a servizio della Russia catturati dagli Ucraini

Ebbene, noi comprendiamo che la propaganda filoputiniana, visto che gli spazi pubblici vengono inevitabilmente e giustamente negati a questo tipo di iniziative, opti ora per sale proprietà di privati, i quali a quanto pare non vanno troppo per il sottile e non si curano troppo del curriculum di chi le affitta. Ciò che sorprende però è il silenzio di quegli attivisti reggiani che sono invece giustamente sempre così solerti quando i diritti umani vengono calpestati in altre parti del mondo. A parte il buon Dario De Lucia, che in passato era scivolato sulla buccia di banana della proposta di concessione della cittadinanza onoraria a Navalny, l’oppositore politico ammazzato in carcere da Putin, e stavolta ha correttamente commentato sui social che della propaganda putiniana a Reggio Emilia faremmo volentieri a meno, e fatta eccezione per Italia Viva, Radicali, Psi e Più Europa, a Reggio Emilia regna un grande silenzio. Tutti gli altri e le altre, non solo i movimenti della sinistra radicale, ma anche il PD, anche Graziano Delrio, che pure più volte è intervenuto con puntiglio sul tema della guerra in Ucraina, rimangono impassibili e silenti. Il milione e mezzo di morti e feriti e i 9 milioni di sfollati che l’invasione russa dell’Ucraina ha già causato dovrebbero essere più che sufficienti per indignare e spaventare chi non esita a mobilitarsi per le conseguenze di altre guerre, come quella tra Israele Hamas, ad esempio.

Gloria all’Ucraina

Noi, da vecchi socialdemocratici impregnati di pensiero Popperian-liberale e pure di qualche residuo valore cristiano, non ci scandalizziamo se da parte di taluni, per dubbie ragioni ideologiche, possano esserci avversione e ostilità verso Zelensky e l’Ucraina, siamo persone di mondo e tolleranti per definizione. Ma sul fatto che Putin sia non solo un criminale di guerra, come ha sentenziato la Corte Penale de l’Aja, ma anche uno dei campioni mondiali indiscussi di violazioni dei diritti umani (mostrò le sue capacità in materia già alla fine degli anni ’90 riducendo in macerie Grozny) non sussistono dubbi. Reggio Emilia è città medaglia d’oro della Resistenza. Putin non si può definire tecnicamente un “fascista” perché, anche se non pochi nostalgici mussoliniani lo ammirano, i fascisti veri si adontano se vengono accostati al dittatore russo, uno che ha scatenato una guerra bestiale per “liberare” il Donbass, ma il Donbass lo ha letteralmente raso al suolo e riempito di fosse comuni. Perciò ci domandiamo: se giustamente tanti si scandalizzano e gridano al pericolo fascista quando associazioni di estrema destra dal controverso pedigree cercano casa a Reggio Emilia, perché, quando in città fa capolino il profilo di un personaggio lugubre come Putin, che per la sua brutalità fa impallidire i fascisti veri, uno i cui collaboratori minacciano tutti i giorni di attaccare l’Europa con missili nucleari, perché tanti si voltano dall’altra parte e fanno finta di niente? Eppure la stampa, forse per apprezzabile spirito di solidarietà verso i tanti colleghi arrestati in Russia o costretti all’esilio, alla presentazione di sabato sta dedicando spazio e attenzione, senza attendere comunicati di condanna che, ahinoi, latitano miseramente. I filoputiniani, esattamente come le associazioni italiane di estrema destra, invocano la “libertà di espressione”.

Una celebre frase del dissidente sovietico Solzenicyn

Ma provate voi ad andare a presentare un libro pacifista o filoucraino a Mosca, vedrete quanti minuti passeranno prima che gli Omon vi prelevino e vi facciano sparire per qualche anno, o più probabilmente per sempre, in un carcere siberiano. Rinnoviamo dunque l’interrogativo: perché a Reggio Emilia quasi nessuno protesta contro la discutibile parata che sta per essere messa in scena all’Hotel Posta?  Forse siamo solo troppo impazienti, restiamo allora in fiduciosa attesa e confidiamo nel fatto che anche dalle nostre parti si alzeranno voci di protesta contro la cerimonia filoputiniana. Dulcis in fundo, su un quotidiano cittadino si è appalesato tra gli organizzatori dell’evento un comunista doc, un ex candidato al Senato di Rifondazione Comunista, a lungo esponente locale di punta del partito che fu di Bertinotti. Bisogna dunque arguire che anche Putin, che non ha mai nascosto la sua ammirazione per Stalin e si sta alacremente impegnando in una surreale opera di riabilitazione storica del despota giorgiano, faccia parte dell’”album di famiglia”. Se rimaneva da piantare un ultimo chiodo sulla bara del comunismo reggiano, ecco a voi la presentazione all’Hotel Posta del libro “Le vere cause del conflitto russo-ucraino” di Vladimir Putin.

Total
0
Condivisioni
Prec.
Piattaforme digitali: Musk nel mirino dell’Unione europea

Piattaforme digitali: Musk nel mirino dell’Unione europea

I contenuti di X ritenuti non in regola con le normative europee

Succ.
Acli, Manfredonia: “La passione capace di cambiare la storia”

Acli, Manfredonia: “La passione capace di cambiare la storia”

"Un percorso di fede, di passione civile e di crescita delle democrazia"

You May Also Like
Total
0
Condividi