Un nitrito polveroso seppellirà l’eco degli “Ora et labora”

L’architetto Franca Manenti Valli lancia l’allarme: la polvere sollevata dallo spettacolo equestre di Lindo Ferretti danneggia i Chiostri di S.Pietro. Intanto dall’eremo del Cerreto, l’ex Cccp-Csi lancia la “fondazione” in una stalla
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Franca Manenti Valli al tavolo dei relatori

“La fiera del cavallo americano mica la fanno ai Chiostri, no? E allora perché dobbiamo tenerci l’infinita Saga del Ferretti?”. La domanda provocatoria non viene dall’uomo della strada dopo una discussione al bar bensì dall’architetto Franca Manenti Valli, interpellata da 7per24, probabilmente lo studioso più esperto ed appassionato del complesso monumentale dei Chiostri di S.Pietro (suo il recente lavoro sulle proporzioni matematiche dei Chiostri) dove da alcuni anni a questa parte appunto si svolge lo manifestazione equestre-letteraria dell’ex Cccp-Csi Giovanni Lindo Ferretti. Che sbarcherà con la sua corte transumante di Nasseta anche questa volta dove un tempo echeggiavano gli “ora et labora” dei benedettini, dall’11 al 13 settembre con Saga IV, il Canto dei Canti”.

alta scuolaQuella della Manenti Valli non è una critica snob per chi, come lei ed altri storici, vorrebbe qualificare i Chiostri, probabilmente la struttura più bella di Reggio, con una destinazione d’uso finale. Ovvero un’Alta scuola per le Scienze e le Arti armoniche. Bensì il grido d’allarme di un architetto che ammonisce come “il polverone sollevato dai cavalli durante gli spettacoli sono dannosissimi perché si appiccica alle strutture del chiostro grande in modo irreparabile e la sabbia comincia ad erodere”.

Insomma un bel problema anche se si tratta di poche sera l’anno; intanto il Ferretti, dal buen retiro del Cerreto, spesso interrotto per capate mondane in funzione spettacoli da teatro equestre, dal 5 giugno ha lanciato la sua fondazione “a salvaguardia della civiltà del vivere sui monti, dell’allevamento e addestramento dei cavalli” , ha recentemente spiegato l’eremita a intermittenza al settimanale l’Espresso.

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Giovanni Lindo Ferretti vi aspetta nel suo eremo-fondazione “tra frane e viadotti”

L’obiettivo è raccogliere 100mila euro da destinare ad un progetto “per non abbandonare la propria terra e la propria storia” e continuare “la libera associazione transumante tra uomini e cavalli”. Detta così è un po’ fumosa ma nel sito su cui si possono fare le donazioni, si esplicitano meglio i benefici che i donatori potranno ottenere gradualmente al loro contributo economico.

Si va dai 5 euro per un “ringraziamento digitale” ai 20 euro per un “ringraziamento calligrafato nella stalla” di Collagna, passando per i 50 euro per un “ringraziamento autografato” dal Ferretti, 100 euro per partecipare ad un incontro intimo dietro le quinte di un allestimento barbarico, 200 per una “tavolata e incontro sul mondo dei cavalli”, 300 per un “week-end in fondazione” (sempre nei dintorni della stalla, ndr), 500 per un “week end in fondazione e concertino”, 1000 euro infine per week end in fondazione “con testo inedito di GLF”. La contabilità è per ora ferma a poco più di 9mila e 200 euro raccolti.

Tutto questo naturalmente per lo sviluppo turistico e culturale del nostro Appennino.

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Che volete che sia ‘sto gran polverone…
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