Una cella a Palazzo Buonamici, il carcere entra in città

L’installazione denuncia la situazione invivibile della Dogaia

Prato – La Casa Circondariale La Dogaia versa in una condizione di grave sovraffollamento. La struttura ospita 633 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 589 posti, ulteriormente ridotta di 52 unità a causa della chiusura da oltre un anno della seconda sezione per ristrutturazione. Le camere detentive pensate per un massimo di due persone ne ospitano quattro.

Non mancano gli episodi di illegalità all’interno dell’istituto. Negli ultimi mesi sono stati sequestrati telefoni cellulari, hashish e cocaina, introdotti in carcere secondo le indagini in corso attraverso diverse modalità. A questo si aggiungono episodi critici legati a suicidi in cella, che hanno portato la Dogaia a essere segnalata tra gli istituti italiani con la più alta incidenza di gesti estremi e atti di autolesionismo in rapporto alla popolazione detenuta.

Per sensibilizzare la cittadinanza e richiamare l’attenzione sulle condizioni di vita di chi sconta una pena, la Camera Penale di Prato in collaborazione con la Provincia di Prato ha promosso un’installazione nella Sala Biagi di Palazzo Banci Buonamici. Si tratta della riproduzione fedele di una cella di 15 metri quadrati della Dogaia, arredata con un letto a castello, un letto singolo, un bagno e un tavolino.

All’inaugurazione erano presenti il presidente della Provincia Simone Calamai, il sindaco di Prato Matteo Biffoni, la presidente della Camera Penale di Prato Elena Augustin, il direttore della Casa Circondariale Luca Cicerelli, la presidente del Tribunale di Prato Patrizia Pompei, il presidente del Tribunale di Sorveglianza Fabio Gianfilippi, la Garante dei detenuti Margherita Michelini, il direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro Giuseppe Rossi e i rappresentanti del Gruppo Barnaba.

Il presidente Calamai ha dichiarato: “Siamo davvero soddisfatti di ospitare a Palazzo Banci Buonamici questa installazione, perché rappresenta un’importante occasione per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle condizioni di detenzione nel nostro Paese e favorire una riflessione su un tema che riguarda i diritti, la dignità della persona e il ruolo rieducativo della pena. Entrare all’interno della cella e rendersi conto della limitatezza dello spazio e delle difficoltà che caratterizzano la vita quotidiana di un detenuto può aiutare a comprendere la complessità della situazione che stanno vivendo oggi gli istituti penitenziari italiani”.

“Basta guardare a quanto accade nel nostro carcere de La Dogaia, dove il sovraffollamento, la carenza di personale, la mancanza di agenti di Polizia Penitenziaria e le criticità strutturali rendono ancora più difficile garantire condizioni dignitose. Si tratta di una situazione che richiede l’impegno e l’attenzione di tutte le istituzioni”, ha proseguito.

“Le carceri sono uno dei luoghi in cui lo Stato manifesta concretamente la propria funzione. Se è chiamato a garantire l’esecuzione della pena, deve anche assicurare il pieno rispetto dell’articolo 27 della Costituzione, che sancisce non solo il principio di umanità della pena, ma anche la finalità rieducativa della detenzione. Questo obiettivo può essere raggiunto soltanto se gli istituti penitenziari sono in grado di offrire condizioni adeguate e percorsi di trattamento che favoriscano il reinserimento sociale”.

L’installazione si inserisce nella giornata nazionale di mobilitazione lanciata dall’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione, coalizione di realtà della società civile che ha promosso sopralluoghi in 35 penitenziari italiani. Alla Dogaia la visita ha visto la partecipazione, insieme all’assessora Nardini, di una delegazione composta dal sindaco Biffoni, dalla consigliera regionale Marta Logli, dal presidente della sezione Toscana di Antigone Enrico Vincenzini, dalla Garante dei detenuti del Comune di Prato Margherita Michelini, dalla presidente della Camera Penale Elena Augustin e da Desy Parrini dell’associazione L’Altro Diritto.

Il sindaco Biffoni ha commentato: “Ne sono a conoscenza, ne ho contezza, ma è giusto fare dei sopralluoghi periodici per vedere, per capire. È una situazione complessa dal punto di vista strutturale, abbiamo bisogno dei fondi del Ministero per ristrutturare intere zone della struttura carceraria e di aumentare l’organico degli agenti di polizia penitenziaria, costretti a fare ore e ore di straordinario: sono uomini e donne che lavorano con grande professionalità, ma sono in numero insufficiente per un carcere come quello di Prato”.

“La chiusura di Sollicciano e il conseguente spostamento di persone alla Dogaia ha comportato un ulteriore disagio a una situazione che ha già superato il limite. Accanto a questo, nella visita di questa mattina abbiamo potuto toccare con mano il grande impegno del direttore Luca Cicerelli e di tutti gli operatori. Però se davvero vogliamo dare un’accoglienza decorosa alle persone detenute, certamente occorre intervenire. Abbiamo visto celle con quattro letti e in un periodo di caldo torrido come questo la vita dei detenuti è veramente messa a dura prova. Noi come istituzioni chiediamo davvero che il Ministero intervenga e si occupi di queste problematiche. Il carcere della Dogaia ha bisogno di risposte concrete e immediate”.

Info visita

L’installazione sarà visitabile tutti i giorni fino al 20 luglio, dalle 18.00 alle 20.00. Il giovedì orario prolungato fino alle 23.00.

Total
0
Condivisioni
Prec.
A Stia partono i lavori per il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto

A Stia partono i lavori per il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto

L'opera realizzata in occasione del cinquantennale della Biennale Europea d'Arte

Succ.
Ricerca, apertura, interdisciplinarietà, IA e senso critico: ecco la nuova Università

Ricerca, apertura, interdisciplinarietà, IA e senso critico: ecco la nuova Università

Intervista ad Andrea Mazzucchi neorettore dell'Università Federico II di Napoli

You May Also Like
Total
0
Condividi