Tutti assieme “non sicuramente”: assemblea del Comitato zona stazione con cahiers de doléances

Il Comitato Reggio Sicura (zona stazione) riunisce i colleghi civici e rappresentanti politici di maggioranza e opposizione (si rivedono anche ex amministratori): serpeggia il malcontento con richiesta di misure più aggressive della criminalità

Sarà forse perché quello della sicurezza, più o meno percepita, resta un tema caldo. Specie in zona stazione. O forse perché, solo qualche settimana fa, i cittadini, in via Paradisi, durante la commissione consiliare, avevano tirato le orecchie agli amministratori reggiani, senza distinguo di colore politico, accusandoli di “non avere il polso di ciò che succede” nel quartiere. Fatto è che alla riunione del comitato Reggio Emilia Sicura (Cres) colpisce l’occhio la presenza, in sala, di tanti rappresentanti della politica locale.

Come mai si erano visti nelle precedenti riunioni del comitato. Ci sono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Alessandra Guatteri, Norberto Vaccari e Gianni Bertucci (quest’ultimo spesso presente, va detto, alle iniziative di Cres). Ci sono i rappresentanti Pd in sala del Tricolore Maura Manghi, Gianluca Cantergiani e Dario De Lucia. In prima fila si notano Luca Tadolini di Difendi Reggio, Alessandro Aragona di Fratelli d’Italia, Cinzia Rubertelli di Alleanza Civica, Roberta Rigon, consigliera comunale del gruppo Misto e il capogruppo di Forza Italia Claudio Bassi.

Tra la gente c’è anche il leghista Matteo Melato. E si rivede, a un’assemblea pubblica in zona stazione, anche l’ex assessore alla Sicurezza Franco Corradini. In sala, tra i residenti, serpeggia l’ormai noto malcontento: “Questo quartiere – dice una signora – è ancor più degradato. Eravamo contenti quando è stata fatta la nuova piazza (sorta al posto del Lucchetto, ndr), ma ora lì ci sono ubriachi anche di giorno. Non abbiamo mai visto Vecchi in via Turri. A Corradini non risparmiavamo le critiche, ma almeno lui ci ascoltava”.

Il portavoce di Reggio Emilia Sicura Corrado Grasselli, quando interviene, rimarca il carattere apartitico del comitato. Forse non a caso, vista la massiccia presenza politica in sala. E non risparmia critiche all’Amministrazione comunale e al sindaco Luca Vecchi, che i cittadini attendono ancora d’incontrare in un faccia a faccia dopo la fiaccolata del 12 giugno scorso. “Sul medio lungo periodo sul quartiere non c’è alcun progetto”, dice Grasselli senza tuttavia commentare gli interventi anticipati dal vicesindaco Matteo Sassi in commissione. “E’ passato un treno, quello del bando periferie – rincara -. Eppure l’assessore Maramotti ci aveva detto che il nostro quartiere era l’unico ad avere le caratteristiche per partecipare al bando”.

Poi il nodo, forse, più dolente, a sentire il comitato: la mancanza di risposte da parte del Comune. “Più di tre anni fa – riferisce Grasselli – abbiamo chiesto l’istallazione di dossi rallentatori. Niente. In un documento inviato anche al sindaco il 12 settembre scorso abbiamo chiesto un’ordinanza antiprostituzione. E anche in questo caso non abbiamo avuto ancora risposta”. L’auspicio, non tanto velato, del comitato è che nel 2019 si possa insediare dalle parti di piazza Prampolini “un’amministrazione diversa, con cui poter dialogare a prescindere dal colore politico”.

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