Il critico d’arte Alberto Agazzani è stato trovato provo di vita stamane da un’amica che ogni giorno lo andava a salutare ed aiutare nelle faccende domestiche nell’appartamento di via Farini. Agazzani si è tolto la vita impiccandosi. Aveva 48 anni.
Il 23 luglio scorso era rimasto vittima di un gravissimo incidente stradale che lo aveva ridotto in coma per molti giorni e da cui era uscito con molta fatica. La commozione cerebrale gli aveva provocato perdite di memoria e lasciato molti buchi neri.
Clinicamente le sue condizioni erano discrete e stabili; amici e familiari rassicuravano sulle sue condizioni. Ma è sempre molto difficile capire come un individuo possa reagire a traumi cerebrali di quel tipo. Chi gli è stato vicino in questi giorni racconta che spesso registrava cambiamenti d’umore.
Agazzani è stato un uomo di cultura a tutto tondo, appassionato dell’arte e della vita cittadina cui però non si sentiva legato in modo inesorabile. Il suo carattere impulsivo e combattivo provocava spesso reazioni contrastanti.
“Non avrei mai pensato che avere dei vuoti di memoria prevedesse anche non ricordare cose giuste da dimenticare ma impossibili da rimuovere nella salute… E scoprire tante novità conosciute, amate e ritrovate. Vita nuova e vita bella!!!”: questa la frase che aveva postato a fine ottobre e che non avrebbe fatto presagire nulla di quanto accaduto ieri notte.