Tribunale, l’idea “pericolosa” della fondazione

Il bilancio e la proposta del presidente Caruso. La crisi arriva in aula: boom di fallimenti e pignoramenti. Gustizia civile: calano i procedimenti arretrati

Il personale scarseggia, i fondi sono ridotti al lumicino, troppe carte restano a prendere la polvere. Come fare per rimettere in moto la macchina della giustizia? Attraverso una fondazione che finanzi il tribunale. La proposta non è nuova e il presidente del palazzo di Giustizia di Reggio Francesco Maria Caruso l’ha ribadita in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario. Il presidente ha illustrato anche il bilancio dell’attività del 2011. Un bilancio che conferma sì una situazione difficile ma, come si vedrà, non mancano i dati positivi. Tornando alla fondazione, l’idea è quella di replicare a Reggio il modello sperimentato a Modena, dove è stata costituita una cordata (chiamata «Fondazione Modena Giustizia») composta da Camera di Commercio, tre banche (Popolare dell’Emilia Romagna, Popolare di Verona-San Geminiano e San Prospero, Unicredit) e Ordine degli Avvocati e dei Commercialisti, che ha raccolto 410mila euro da mettere a disposizione del tribunale.

Un mese fa era già intervenuto l’Ordine degli avvocati, per voce del presidente Romano Corsi, che aveva invitato a non sottovalutare i rischi derivanti dalle influenze che possono avere i finanziatori privati sull’andamento della giustizia. Il presidente Caruso ha assicurato che a Reggio le banche non entrerebbero a fare parte della fondazione “Reggio Emilia Giustizia”, alla quale aderirebbero Comune, Fondazione Manodori, Camera di Commercio e Università. L’invito è aperto anche ai privati e ad altri enti volenterosi di contribuire alla causa ma che – assicura il presidente – non avrebbero nessun potere decisionale. Non ci sono motivi per avanzare dubbi sulla bontà delle intenzioni, ma restano alcuni punti interrogativi: non c’è il rischio che chi contribuisce economicamente possa essere guardato con qualche “attenzione” in tribunale? E per quale motivo dell’ottimizzazione e dell’informatizzazione del sistema non si occupa l’unico soggetto titolato a farlo, ovvero lo Stato?

Il presidente Caruso sottolinea però i gravi ritardi nell’informatizzazione, la condizione “disastrosa” dell’archivio (“servono 46mila euro per riordinarlo), le difficoltà che si incontrano “anche quando si tratta di sostituire una stampante: per questo – ha detto il presidente “è indispensabile la collaborazione della città”.

Calano i procedimenti arretrati

I problemi della giustizia sono ormai cronici e comuni in diversa misura in tutti i tribunali d’Italia. Quello di Reggio non fa eccezione anche se non mancano le note positive. Sul fronte della giustizia civile, il settore storicamente più critico, ad esempio i procedimenti pendenti sono calati del 13% (la pendenza attuale è di 6932 procedimenti contro i 7964 del 2010). Solo nel 2011 sono sono stati iscritti 8806 procedimenti e ne sono stati definiti 9838, quindi 1032 in più rispetto a quelli sopravvenuti. “Solo nel 2008 – ha detto il presidente Caruso – la pendenza nel civile ordinario era di 7770 processi contro i 5125 di oggi. E’ evidente come in tre anni i magistrati di Reggio abbiano abbattuto di più di un terzo la pendenza. Ciò è dovuto all’impegno, alla dedizione e al sacrificio incomparabile di questi magistrati. Non vi è dubbio che vi siano ancora cause pendenti molto vecchie ma siamo impegnati ad eliminare tra il 30 giugno e il 31 dicembre di quest’anno tutte le cause anteriori al 2010“.

Di questo passo, ha detto il presidente, si potrà giungere all'”obiettivo storico” di giungere ad una sentenza nella causa civile, anche la più complessa, in 18 mesi.

Boom di fallimenti e pignoramenti

Se ci sono risultati positivi sul fronte delle cause civili e di lavoro, è drammatica l’impennata dei fallimenti e delle procedure esecutive dovuti alla situazione economica e alla crisi dei mutui. Solo nel 2011 ci sono stati 819 pignoramenti di immobili; la pendenza di procedure esecutive immobiliari è pari a 1636 contro le 1262 del 2010 e le 915 dell’anno precedente.  “L’ufficio competente – ha detto Caruso – è uno dei più efficienti  ma la situazione è al limite del collasso. Fra il 2004 e il 2011 abbiamo avuto un incremento dei procedimenti che va da 208 a 819 all’anno e l’aumento nel 2011 rispetto al 2010 è del 32,95%”. Altrettanto critica la situazione dei fallimenti che alla fine dell’anno hanno raggiunto quota 731 rispetto a 655 del 2010.


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