C’è chi trama e chi trema: dall’Expo al Park Vittoria

L’inchiesta milanese sull’Expo conferma l’intreccio politico affaristico in terra reggiana. Un filo rosso collega il Park Vittoria e lo scandalo En.cor di Correggio

E’ una trama che parte da Milano, passa attraverso le coop rosse e personaggi noti ai tempi di Tangentopoli, come Primo Greganti, già cassiere del Pci-Pds e finito in carcere ai tempi di Tangentopoli. Accade così che alla fine del 2012 ti ritrovi il compagno G a Correggio in visita ad uno stabilimento En.Cor, la società di proprietà del Comune fallita con un debito di 28 milioni di euro. Dall’Expo a Correggio, il filo rosso porta a Reggio e precisamente in piazza della Vittoria. E scopri che nell’inchiesta sono coinvolti Filippo Lodetti Alliata, 39 anni, amministratore delegato della della Final Spa e ad di Reggio Emilia Parcheggi, società che ha in capo la concessione del project financing del Park Vittoria.

Come ha ricostruito il giornalista Andrea Zambrano su Prima Pagina il filo rosso lega Lodetti Alliata al Vittoria Park attraverso la società Ecologia Servizi Ambiente, di cui è vicepresidente la moglie Giorgia Iasoni, già presidente dei giovani industriali reggiani. La società ha sede a Bibbiano, allo stesso indirizzo della Reggio Emilia Parcheggi, la concessionaria del Park Vittoria di cui Lodetti è amministratore delegato

Poi c’è il correggese Angelo Morini, imprenditore nel campo delle forniture sanitarie: è accusato di concorso per corruzione e turbata libertà degli incanti, per un appalto ospedaliero da oltre 34 milioni di euro. Secondo gli inquirenti, Morini avrebbe agito “per conto e nell’interesse della Servizi ospedalieri Spa di Ferrara” per favorire l’aggiudicazione della gara all’impresa, in Ati con Servizi Italia Spa, un’azienda con sede nel parmense a Castellina di Soragna e controllata da Coopservice.

L’inchiesta non riguarda direttamente Reggio, ma dalle carte emerge il modus operandi con cui vengono gestiti gli appalti. I magistrati scrivono di un incontro avvenuto il 7 gennaio 2014 nel corso del quale l’intermediario genovese Sergio Cattozzo e Paris, responsabile dell’ufficio contratti dell’Expo, discutono con Lodetti della gara di appalto relativa al sistema di parcheggi da realizzare per l’Expo, e comunicano all’imprenditore i dati riservati della gara, in modo da metterlo in condizione di potersi aggiudicare l’appalto. Incontri del genere si ripetono anche per gli appalti del servizio mobilità. Paris e Lodetti discutono di come organizzare il servizio e di quali altre imprese coinvolgere nel sodalizio. Nell’intercettazione spunta anche il nome di Apcoa, l’altra impresa che fa parte dell’Ati di Reggio Emilia Parcheggi. “Ci vuole Arval per le auto – spiega Lodetti – Apcoa, per la sosta e il trasportatore per la parte sia passeggeri che mettiamo… non passeggeri”. Paris chiede se Apcoa sia di Lodetti e l’imprenditore risponde: “Sono io il gestore”. Alla fine, per quanto riguarda l’appalto dei parcheggi, si procede con un piano di “boicottaggio”, esplicitato da Cattozzo e Frigerio, per assicurare la vittoria all’imprenditore amico: una volta che la gara andrà deserta, si procederà a una trattativa negoziata con Lodetti.

Casi in apparenza privi di collegamento e di natura molto diversa – En.cor, Park Vittoria – sembrano invece fare parte dello stesso intreccio di politica e affari. Un intreccio che sta emergendo in tutta la sua forza a pochi giorni dal voto, le cui conseguenze non sono ancora calcolabili.

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