Sei intraprendente e hai cervello? “Sei fuori…”

Briatore-Formigoni-sei-fuori-500x281Massì, giovani virgulti, a che pro studiare? Per quale motivo affaccendarsi sui banchi di scuola, farsi venire le occhiaie, il callo dello scrivano, l’astigmatismo del selfista, se poi è tutto inutile, tutto condannato all’oblìo, all’insuccesso, alla rovina? Questo, infine, il succo della Lectio Magistralis di Flavio Briatore alla prestigiosissima Bocconi, nella quale ha dispensato i suoi consigli manageriali ai rampolli dei ricchi e potenti di mezza Italia lì, dal pulpito, pronto ad essere servoassistito da un giaccacravattato in guisa umana al suo augusto fianco. Briatore, forte di un curriculum da imprenditore a tutto tondo, beninteso all’italiana (truffa; falso in bilancio; connivenza con la mafia; malaffare; evasione fiscale; borsismo nero; gioco d’azzardo; prostituzione e tante, tante altre) e di un reclutamento televisivo come mentore di futuri managers (a partire ovviamente dal curriculum di cui sopra), si è destreggiato con estrema padronanza in questa sua funzione socieducativa a tutto tondo, spiegando alle nuove generazioni cosa è, nella realtà vera, la vita.
Mica siamo a Dungeons&Dragons, che papà ti manda a scuola a studiare come diventare ancora più ricco lasciandoci una bella cinquantamila euro e tu esci e fai il grano. Questa è la vita vera, dove al pensiero di andare a lavorare in fabbrica ti deve venire un attacco di legionella, ti fai segare due volte alla maturità da geometra (ottime prospettive lì, a proposito, al momento attuale è uno studio consigliato) e poi ti butti nel fitto del lavoro duro: prima faccendiere qui, poi faccendiere là, fino a quando non ti affidano qualche borsa da far sparire e qualche documento da mangiare. Di lì, tutto in discesa; basta un bécco di bronzo a prova di bomba e una certa passione per i viaggi in Paesi nei quali non è prevista l’estradizione. Le start-up? La preparazione? L’entusiasmo, il coraggio, l’onestà, la voglia di cambiare? Tutta fuffa.
Metti che apri una start-up spendendo 250.000 Euri con 10 dipendenti, domani potresti chiudere, non lo sapevi? Conviene molto di più aprire una pizzeria, della quale, si sa, in Italia c’è un gran bisogno; o al massimo, un negozio di sigarette elettroniche, o fare i camerieri – ma non per 4, 500 Euro al mese, come capita a molti, no, per 6.400 Euro, vale a dire in regola 1.400 più le mance, altri 5.000. Elementare, anzi, geometra, Watson. Facile, pratico e disimpegnato. A noi, che non siamo stati tra i privilegiati, restano insolute alcune domande. Tipo: ma veramente c’è tanta domanda di pizza, in Italia? Oppure: ma a Briatore, glie lo ha spiegato qualcuno che le start-up nascono in cantina con un paio di centinaia di Euro, senza neppure una forma giuridica? Ma soprattutto: se foste quei fessi dei genitori che hanno pagato la retta alla Bocconi, adesso non vi sentireste una sensazione, come dire, di…eh?
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