Tomasi, “Dobbiamo avvicinare la Regione ai territori”

Intervista al candidato della Destra che piace anche ai moderati
Il candidato del centrodestra Alessandro Tomasi (FdI)

Firenze – Dopo la chiamata al voto per tre regioni italiane su sette, saranno i cittadini toscani tra poco meno di una settimana, a dover scegliere se farsi governare dal centrosinistra con la riconferma del presidente uscente Eugenio Giani, se optare per la sinistra-sinistra di Toscana Rossa con Antonella Bundu, o per Alessandro Tomasi, sindaco di Pistoia dal 2017, nonché coordinatore regionale di Fratelli d’Italia

Tanti i temi messi in campo dalle singole forze politiche e nuove visioni per una regione a misura di cittadino a cominciare dalla sanità, mobilità, ai trasporti, allo smaltimento dei rifiuti . Di questo e d’altro parliamo con Alessandro Tomasi candidato alla presidenza della Regione Toscana per il centrodestra

Come e perché nasce la sua candidatura? 

“Da una decisione collettiva di amici e di amiche del partito e della coalizione che hanno visto nella figura di un sindaco e dunque amministratore di una città toscana,(Pistoia),un valore aggiunto. Un’esperienza come quella che ho fatto e sto facendo per portare in questa campagna elettorale la concretezza dell’Istituzione capace di stare vicino ai cittadini comprendendone le esigenze”.

Quali sono le tre priorità del suo programma? 

“Sono quelle che ci raccontano il cambiamento della società: la prima è che è nostro dovere arginare la fuga dei giovani dalla nostra regione. Migliaia di loro se ne vanno altrove per vivere e lavorare o in altre parti d’Italia o nel peggiore dei casi all’estero. Dobbiamo trattenerli qui garantendo loro il diritto al lavoro, allo studio, alla mobilità interna, offrendogli quelle opportunità concrete affinché possano costruire in questa terra il loro futuro. Altro grande tema è l’invecchiamento della popolazione. E la sanità regionale toscana così come è concepita oggi non è funzionale alle esigenze delle persone. Bisogna cambiare il paradigma dell’approccio pensando a luoghi di cura territoriali, investendo nella sanità a casa e nella prevenzione della salute. Fondamentale sarà l’inserimento dell’Intelligenza Artificiale nel sistema sanitario locale per dare risposte adeguate e in tempo utile alle richieste mediche dei cittadini. Giovani e anziani sono i due grandi scenari che saranno il cuore della battaglia che dovremo affrontare”. 

Come vede il futuro della Regione Toscana? 

“La Toscana deve continuare ad essere competitiva ed attrattiva. Attrarre cioè capitali ed investitori che creino opportunità di lavoro nei nostri territori. E soprattutto deve poter tornare ad esserlo  nelle imprese perché ad oggi ogni scelta che è stata fatta dalla regione toscana sembra andare nella direzione opposta. Abbiamo i più alti costi nello smaltimento dei rifiuti, il prezzo dell’energia alle stelle, come anche quello dell’acqua. Senza contare la difficoltà ad intercettare i fondi europei, con un percorso burocratico così ipertrofico da scoraggiare gli imprenditori. Dobbiamo aiutare le imprese coi costi energetici ridotti e con piani formativi mirati per essere competitivi nei vari settori. Inoltre, la formazione della manodopera dei nostri giovani è  differente da quella richiesta  dalle leggi del mercato. A mio avviso manca in questa regione la cultura della concretezza, del fare, e del fare impresa. E dunque se non c’è lavoro non c’è Toscana e i giovani continueranno ad andare via”. 

Quali sono secondo lei i ritardi nei servizi della Regione Toscana? 

“Innanzitutto c’è un’emergenza rifiuti. Dove vanno i nostri rifiuti? O seppelliti sotto terra o nelle discariche che toccherà ai nostri figli bonificare. Oppure caricati sui camion e mandati fuori regione con il conseguente aumento delle tariffe in bolletta. Quando invece potremmo fare tanto con i termovalorizzatori di ultima generazione e creare anche energia pulita. Sull’acqua abbiamo tubature obsolete e dunque sprechi. Ad oggi il 40% dell’acqua viene disperso perché non si sono fatti investimenti in tal senso e i cittadini ne pagano le conseguenze con il caro bollette. Puntare sull’acqua è una sfida, anche per il cambiamento climatico in atto con stagioni fin troppo secche e altre molto piovose, che danneggiano irrimediabilmente la nostra agricoltura.  Altro punto critico è la mobilità sulla quale si deve intervenire, ad esempio la Fi-Pi-Li, che è sì una  grande arteria indispensabile per il traffico su ruote che collega la costa al cuore della Regione ma completamente da rivedere e ampliare”. 

Cosa ne pensa del fatto che i cittadini toscani avvertono distante la loro Regione? 

“È vero. I territori denunciano una marginalità dal centro della regione che sentono  lontana e non parlo di quelli storici dimenticati come il Mugello, l’Amiata, il Pistoiese, ma anche di quelli vicino a Firenze dove mancano servizi e non si sono fatti investimenti. Dobbiamo avvicinare la Regione ai territori e non viceversa. La Regione, e qui entra in gioco il mio ruolo di sindaco, con me sarà presente e non presenzialista, non per tagliare un nastro o fare un saluto, ma per esserci e risolvere i problemi”.

Cosa risponde a chi dice che Prato non è sufficientemente compresa né da Roma nè da Firenze? 

“Dico che Prato è secondo me più lontana da Firenze che dalla Capitale. Perché il governo non ha amici o nemici come qualcuno vuol far credere e questo governo, mi creda,  non è nemico della Toscana”. 

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