To Rome with Allen: delude il Woody “italiano”

Non convince l’ultima commediola ad episodi del maestro newyorkese. Sceneggiatura poco ispirata
Una scena del film
Una scena del film

Una dedica affettuosa, quella autografata dal buon vecchio Woody Allen nella sua ultima cinetappa europea. Oggetto d’amore – anche nel titolo – la capitale di casa nostra, una Roma più che mai da cartolina, scenario di alcune storie che si alternano senza incrociarsi, peraltro animate da attori americani ed italiani di un certo spessore.

I racconti paralleli sono quattro. In uno si narra l’incontro tra le famiglie di due fidanzatini (lui romano, lei newyorkese) e dell’ossessione del padre della ragazza (lo stesso Allen) per la voce da tenore del timido papà di suo genero. In un altro si segue l’infatuazione di un giovane studente americano di architettura a Roma (Jesse Eisenberg) verso la stralunata migliore amica della fidanzata (Ellen Page). Poi ci sono le due vicende completamente italiane: quella del tutto surreale dove l’anonimo impiegato di Roberto Benigni diventa inspiegabilmente famoso, e quella in cui una coppia di sposini si trova a sabotare l’incontro con i suoceri a causa di una serie di equivoci (incluso l’ingresso in scena della procace prostituta Penelope Cruz).

Più che un gradevole film corale, To Rome with Love si presenta come una modesta commediola ad episodi, la cui riuscita – paradossalmente, se si considera l’intento di Allen di farne un tributo al Bel Paese – è assai più sbilanciata verso le due storie americane. La scelta di distribuire il film doppiato in tutte le sue parti risulta poi quasi folle, considerando la confusione palpabile che tale forzata uniformità linguistica crea durante la visione. Nulla da eccepire invece sulla nuova voce italiana di Woody: Leo Gullotta, senza troppo fare il verso al compianto collega Oreste Lionello, reinterpreta le nevrosi verbali del regista in maniera credibile e non troppo traumatica.

Un Allen minore, quindi, quello che ha giocato in Italia. Rinfranca sapere che l’amato cineasta porrà termine (per ora) al suo tour europeo e tornerà a drenare la propria vena d’autore tra le atmosfere conosciute e rassicuranti della sua New York.

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