Il blitz è scattato questa mattina, all’apertura degli uffici. Proprio nel lunedì nero per i contribuenti italiani, un vero e proprio terremoto scuote l’Agenzia delle entrate di Reggio Emilia. Dopo l’operazione Octopus, che pochi giorni fa ha portato all’arresto di 8 persone e alla denuncia di altre 30, i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale, coordinati dalla procura della Repubblica, hanno al setaccio gli uffici della sede di via Borsellino.
Nel mirino dell’operazione, denominata Nottingham, sono finite 5 persone: in manette sono finiti Attilio Riga 41 anni, funzionario dell’Agenzia delle Entrate e Anna Maria Corsi, 70 anni, dipendente in pensione della stessa Agenzia. Sono stati colpiti dalla misura dell’obbligo di dimora fuori dal territorio reggiano Giovina Palazzo, 55 anni, anche lei dipendente dell’Agenzia delle Entrate, Gabriele Beltrami, 70 anni, e la moglie Vanna Montanari 59 anni. Beltrami si era candidato sindaco a Cavriago con la lista Alternativa civica alle ultime elezioni amministrative, senza riuscire tuttavia ad essere eletto. Su tutti e cinque gli indagati pendono a vario titolo le accuse di concussione, accesso indebito ai sistemi telematici dell’Agenzia delle entrate e rivelazione di segreto d’ufficio.
Un’organizzazione parallela
Sono quattro i casi di corruzione accertati dai carabinieri: a fare scattare le indagini è stata la denuncia di due ristoratori della provincia, i quali hanno riferito di essere stati contattati da persone che sostenevano di essere in grado di “aggiustare” le pratiche in cambio del pagamento di una somma. Da queste denunce sono partite le indagini che hanno portato alla scoperta di altri due casi. Gli inquirenti hanno individuato quella che agiva come una vera e propria organizzazione parallela all’interno dell’Agenzia. Le informazioni provenivano da una ex funzionaria in pensione, Anna Maria Corsi, che ha lavorato all’Agenzia dal ’74 al 2009 ma che aveva accesso al sistema informatico dell’ente. In questo modo venivano individuati gli esercizi in difficoltà o quelli a rischio di sanzione che sarebbero sottoposti a controllo.. Secondo l’accusa la donna si avvaleva della collaborazione all’interno dell’ufficio di Attilio Riga, a capo di un team di accertatori, e di un’altra dipendente compiacente. Il terminale esterno, secondo gli inquirenti, era Beltrami che insieme alla moglie, su indicazione dei funzionari, avrebbe contattato i ristoratori chiedendo loro 10mila euro in cambio del suo intervento per “addomesticare” i controlli.
Dagli uffici di via Borsellino e dalle abitazioni degli indagati i carabinieri hanno portato via server e documenti. L’inchiesta infatti non è conclusa e potrebbero esserci altri indagati.
