Stop monopattini a noleggio, Firenze come Parigi

Il cambiamento delle norme nazionali e criticità nelle modalità d’uso alla base della decisione

Firenze – A partire dal 1° aprile, i monopattini in sharing a Firenze andranno in pensione. Conclusa la fase di sperimentazione che ha visto anche due proroghe, per l’Amministrazione comunale il risultato è tale da non proseguire con il servizio in modo strutturato. 
Alla base della decisione, formalizzata da una delibera della giunta comunale, a firma dell’Assessore alla Mobilità Andrea Giorgio, il cambiamento della normativa nazionale e alcune criticità per quanto riguarda la gestione del servizio. 

“Come Amministrazione stiamo lavorando molto sul tema della sicurezza stradale, che per noi è sempre stata una priorità, ed usiamo tutti mezzi che abbiamo per garantirla” ha detto la sindaca Sara Funaro. “Dopo le normative nazionali sull’obbligo del casco e nell’impossibilità di assicurare la disponibilità anche a fronte dei controlli della Polizia municipale secondo quanto previsto dalla legge, abbiano deciso di fermare lo sharing dei monopattini. Il nostro obiettivo è quello di perseguire un uso sicuro e responsabile dei mezzi”.

Cosa è successo, in poche parole? Che i due problemi principali già segnalati da più parti, ovvero da un lato il cambiamento delle norme nazionali, che di fatto equiparano il monopattino a un piccolo scooter, sia le modalità non troppo virtuose del loro impiego.

Infatti, le nuove norme approvate in parlamento nel 2024, mettevano in campo due provvedimenti che di fatto equiparavano i monopattini agli scooter, ovvero l’obbligo di indossare il casco e quello di mettere una targa sui monopattini. Inoltre, era prevista anche un’assicurazione Rc, ovvero una polizza che copre i danni a cose o a persone.

“La mobilità in sharing è una scelta centrale per la nostra città, e i numeri dei noleggi ci dimostrano quanto sia una scelta importante e apprezzata da fiorentini e city user. Purtroppo, le modifiche al codice della strada, con gli obblighi introdotti, rendono meno semplice per gli operatori mettere a disposizione tutto quello che serve per utilizzare i mezzi rispettando la legge, – ha detto l’assessore alla mobilità Andrea Giorgio – così come è evidente che ci sia un uso spesso non conforme al codice dei monopattini, sia in marcia che in sosta con mezzi spesso parcheggiati male o che circolano in controsenso o sui marciapiedi. Abbiamo deciso di non proseguire la sperimentazione per questo, ma aumenteremo il numero di biciclette del servizio bike-sharing e chiederemo un rinnovamento dei mezzi all’operatore, oltre ad impegnarci per renderle ancora più accessibili come fatto per gli abbonati al TPL che hanno avuto accesso a incentivi dedicati a loro”.

La sperimentazione dei monopattini in sharing è iniziata nel 2020 ed è stata prorogata fino al 30 novembre 2025. In vista del termine della proroga, è stata effettuata una analisi del servizio. E la decisione è stata presa, secondo l’amministrazione comunale, proprio a valle delle criticità emerse, ovvero la necessità di concludere la sperimentazione con la cessazione del servizio il 31 marzo 2026. La data è stata motivata dal fatto che le società del servizio devono avviare e concludere le procedure e svolgere gli adempimenti necessari per arrivare correttamente alla cessazione del servizio stesso.

Non si tratterebbe, a quanto si è capito, di un no definitivo al servizio; semplicemente, bisognerebbe individuare modalità più controllabili, tenendo conto anche di una normativa che ha finalmente regolato il settore, anche se sembrano rimanere spazi ancora indefiniti.

La contropartita per lo stop allo sharing dei monopattini sarà, secondo quanto assicurato da Giorgio, il potenziamento delle altre forme di mobilità quali il bike sharing, che vedrà sia più biciclette in circolazione, sia nuove tipologie di modelli, oltre a una revisione, nel senso di renderle più accessibili, delle tariffe. Del resto, il bike sharing ha segnato un successo molto significativo, tant’è vero che nel 2024 i noleggi hanno superato quota 1,5 milioni annui e nei primi mesi del 2025 si è registrato un aumento del 18% rispetto all’anno precedente.

Critiche sono arrivate all’amministrazione fiorentina da Firenze RideMovi, mentre da parte di Bird Italia, altra società attiva a Firenze, il manager Francesco Savarino ha ricordato che a Firenze il servizio funziona, e che “siamo pronti al dialogo col Comune”. Anche Bit, altra azienda in attività a Firenze, ha criticato il fatto che non ci sia stato dialogo prima della decisione amministrativa.

Critiche anche dalla politica. “Lo stop ai monopattini in sharing dal 1° aprile 2026 non è una scelta di governo: è una resa. Una rinuncia preventiva ad affrontare i problemi. Il Comune sceglie la via più semplice, quella dello spegnere l’interruttore invece di costruire soluzioni. E mentre a Firenze si chiude, in tutte le altre città italiane si lavora per migliorare, regolamentare e innovare – dichiara il capogruppo M5S Lorenzo Masi, dopo le dure critiche sollevate anche da Assosharing, che parla di “decisione miope” e di un “unicum in Italia”.

“Se persino gli operatori – che avevano collaborato con gli uffici per trovare soluzioni alle criticità e all’adeguamento alla normativa – esprimono stupore e perplessità, significa che il Comune ha scelto l’opzione più debole: alzare le mani. Invece di governare l’innovazione, preferisce disinnescarla. Una scelta che non risolve i problemi di sicurezza e non costruisce alternative credibili”.

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