Sala piena, ieri sera all'Arci di piazza dei Ciompi, alla presentazione dei candidati della lista sostieni Firenze, capitanata a e raccolta attorno al suo leader, Valdo Spini.
Candidature che riguardano tutti i settori professionali, culturali e rappresentativi in vario modo della realtà cittadina più vivace: si va dalla “aprilista” Silvia Casati, numero 2 dopo Spini, commercialista e voce verace delle varie piccole-medie imprese che hanno fatto grande l'economia toscana in questi anni e che ora giacciono sotto le strette della crisi, affogate di burocrazia e messe con le spalle al muro dal credit crunch; all'avvocato poco più che trentenne Leonardo Brogelli per le professioni, alla giovanissima (19 anni) Sara Scalabrella, al rappresentante Uil scuola Alessandro Rizzello, (autore di un intervento appassionato sulla necessità di aprire ai giovani città, lavoro, sedi di riunione e dibattito fra i più applauditi), fino ad alcuni nomi prestigiosi rappresentativi della tradizione e a un tempo dell'innovazione di Firenze come, uno per tutti, Vieri Torrigiani, candidato ai quartieri 1 e 5. Senza dimenticare i nomi della politica, anche questi presenti, da alcuni fuoriusciti di Sel come l'ex-presidente del quartiere 4 attuale consigliere comunale Eros Cruccolini, fino a Gianluca Paolucci, presidente uscente del Quartiere 2.
Un'altra caratteristica della lista Sostieni Firenze? Intanto, come ben sottolineato da Spini nel suo discorso di apertura, è il luogo dove i socialisti hanno ritrovato l'unità. Il sostegno ufficiale viene dal partito ed è ben rappresentato dalla segretaria provinciale del Psi Agostina Mancini, presente con un lungo e appassionato discorso. Non mancano i Verdi, più tutta una messe di persone fresca d'esperienze e con un'idea fondamentale: cambiare le cose, Firenze così non va più bene.
Perché? Bisognerebbe chiederlo, come dicono in molti, a quei trentamila fiorentini che hanno abbandonato la città negli ultimi anni. A loro, la cui “fuga” dal centro e dalle aree periferiche consegna senza batter ciglio la città al degrado. Già, visto che, come sottolinea lo stesso Spini nell'apertura di serata, il presidio più efficace contro il degrado è esserci. Firenze deve tornare città da vivere, basta pensarla esclusivamente come salotto museale. E qui comincia a stridere qualcosa: infatti, non si può negare che pedonalizzazioni selvagge, spostamenti di mercati, e via via provvedimenti del genere non siano stati (e non siano tutt'ora) appannaggio di un certo tipo di amministrazione. Inoltre, fare rientrare i trentamila in fuga, potrebbe voler dire, ad esempio, abbassare i prezzi delle abitazioni, in particolare nel centro storico, o trovare lavoro e servizi dentro la città, dentro, magari, il centro storico stesso, per evitare il rischio “vetrina” (qualcuno mormora: “salotto buono, dove ci sta solo chi può pagare….”). A farla breve, sul disagio che vive Firenze, ci pensa Vieri Torrigiani: “Gli abitanti scappano, gli imprenditori non riescono a lavorare”. Insomma il malumore, neanche tanto sotterraneo, s'avverte.
E così, ci s'avvia verso la sotterranea e sempre più impellente domanda: scusate, ma non siete lista a sostegno di Dario Nardella, vale a dire “l'unto” dal potere renziano? Vale a dire, con un governo in continuità netta con quello che ha visto Valdo Spini all'opposizione per 5 anni? Perché qui, a sentire qualcuno e a orecchiare in generale l'atmosfera degli interventi, se non si può parlare di opposizione (smentita proprio dall'ufficiale sostengo al candidato del Pd) però una certa avversione, perlomeno verso alcuni provvedimenti “di giunta”, esiste eccome. “Del resto – commenta Valdo Spini – saremmo stati molto contenti di vedere attuare delle primarie di coalizione, che per vari motivi, anche per la scelta di alcune parti che avrebbero potuto partecipare di accomodarsi all'opposizione, non si sono potute tenere. Benissimo. Ma il nostro slogan è “Nel centrosinistra con le nostre idee”. Che significa, in buona sostanza, entrare senza perdere di vista ciò che riteniamo qualificante per la città. Dal rendere possibile il ripopolamento di Firenze, puntando sulla capacità di tenere i giovani in città, ad esempio, a dare valore e “sfruttare” l'occasione della città metropolitana che scatterà nel 2015 per utilizzare uno straordinario strumento per l'intera area, che non paghi il solito dazio campanilistico, ma riesca davvero e essere motore di sviluppo ad esempio per i quartieri”. Già, i quartieri, svuotati di funzioni e d'importanza durante il quinquennio passato e ora improvvisamente di nuovo gangli fondamentali per il territorio, pensati e vissuti come “trait d'unions” di una rete territoriale d'area ampia fiorentina.
Insomma, con Nardella sì, “ma non in maniera acritica – continua Spini – possiamo dire che la nostra presenza è in un certo senso mettere in atto una sorta di primarie interne. Il che significa che più saremo forti più sarà possibile mantenere la barra del timone verso il centrosinistra, contrastando timori di “sbandamento” della traiettoria. Più sarà facile perseguire la nostra priorità, la rivitalizzazione della città”.