C’è una doppia questione sullo sfondo del giudizio che, secondo noi, si deve utilizzare a proposito della vicenda delle presunte spese pazze che vede coinvolti anche tre reggiani della passata legislatura regionale. Tutte persone al di sopra di ogni sospetto ci si affanna a sottolineare ed a cui anche 7per24 augura un epilogo senza macchia.
C’è una questione legale, ovvero quanto di quei rimborsi al vaglio degli inquirenti siano ascrivibili ad attività istituzionali e legati al proprio ruolo da consigliere e quanto invece sia stato speso per fini personali più o meno condivisibili (ma entriamo nel discernimento soggettivo). Poi c’è, lo ribadiamo ancora, una questione morale, per la quale, sempre secondo noi, gli amministratori hanno già ricevuto una sonora bocciatura dall’opinione pubblica. Ovvero, è opportuno che, a fronte di stipendi da 10mila euro mensili senza necessariamente spaccarsi la schiena, nel bel mezzo di una crisi epocale che ha massacrato socialmente ed economicamente un Paese (e di cui nonostante i selfie di Renzi non si intravede l’uscita), davanti ad una classe politica che, piagnucolando come la Fornero, continua a chiedere lacrime e sangue ai cittadini, è opportuno ripetiamo che di fronte a tutto ciò i consiglieri regionali abbiamo diritto anche ad un solo euro di rimborso per qualsivoglia motivo? La risposta che noi diamo e con noi l’uomo della strada, è scontata.
Hai voglia a postare su facebook un rosario di piagnistei sulla tua sobrietà e trasparenza, sulle tue “rinunce” da consigliere, al vitalizio, ai rimborsi chilometrici e via discorrendo mentre avresti potuto fare chissà cosa. Perché non c’è differenza alcuna, ribadiamo da un punto di vista di pubblica morale, nello spendere anche un centesimo in più a carico di noi povericristi, sia che si vada verso Camaldoli ad elevarsi lo spirito sia che ci fermi in uno sexy shop per un vibratore che titilli un po’ più in basso dell’anima.