Lo dice la Smi: il fatturato del 2013 dovrebbe registrare una crescita contenuta dell’1%, in decelerazione rispetto al 2012, portandosi a poco più di 8,6 miliardi di euro. E la principale accusata è sempre la domanda interna, che continua a precipitare e penalizza la crescita nonostante l'export continui a segnare successi: +3,7%, corrispondente a 5,2 miliardi di euro, soprattutto verso le aree extra-UE. L’import è ancora interessato da una flessione (-4,9%), per un totale di quasi 3,4 miliardi.
I dati elaborati da Smi arrivano alla vigilia di Pitti Uomo (che comincerà domani per protrarsi fino al 10 gennaio alla Fortezza da Basso di Firenze), dove saranno presenti oltre mille aziende del settore.
E l'ansia di tutti è legata alla conquista dei mercati esteri. La ragione? E' evidente se si analizzano i dati sulle vendite nel periodo gennaio-settembre 2013. Risulta infatti che l’export è cresciuto (+3,1%), mentre l’import ha continuato la sua caduta (-6,7%).
Ed ecco quali sono i mercati che più apprezzano il made in Italy da uomo: in particolare l'Italia piace ai mercati extra-UE (+6,5%), mentre il mercato europeo è rimasto fermo sui livelli dello scorso anno (+0,3%), con la Francia sempre in testa (anche se in calo del -1,1%); Germania invece in aumento, +6,2%, mentre il Regno Unito cresce del +6,8%. Rallenta il mercato Usa (+0,9%) e Russia ( +0,2%), in crescita Hong Kong (+14,6%), Cina (+26%) e Corea del Sud (+34,4%).
La Cina si conferma primo mercato di approvvigionamento anche se in arretramento (-14,7%). In calo Romania (-10,4%), Tunisia (-7,1%) e Turchia (-16,4%), mentre avanza il Bangladesh (+11,2%). Tornando fra le mura di casa, il mercato domestico continua dunque a essere afflitto da una forte debolezza dei consumi che si protrae da sei anni. Per l’anno solare 2013 si stima un decremento del -7,2%, in ulteriore peggioramento rispetto agli anni scorsi. Secondo le stime diffuse da Smi, il primo semestre del 2014 dovrebbe sperimentare un’inversione di tendenza, con un turnover settoriale in aumento del +2,1% rispetto ai primi sei mesi del 2013.