Sindacati vs legge di stabilità: 5mila in piazza

Quattro ore di sciopero e adesione oltre il 70%
Manifestanti in piazza Prampolini
Manifestanti in piazza Prampolini

E’ partito da Reggio e da Imola lo sciopero generale indetto dai sindacati contro la legge di stabilità. Cinquemila secondo gli organizzatori i partecipanti alla manifestazione che si è conclusa questa mattina in piazza Prampolini dove è confluito il corteo partito da viale Monte Grappa. L’adesione allo sciopero nelle aziende della provincia è stata di oltre il 70%. Quattro ore di sciopero che hanno aperto una serie di manifestazioni che domani coinvolgeranno tutta l’Emilia Romagna per protestare contro una legge di stabilità che secondo il segretario regionale Cgil, Vincenzo Colla, “va cambiata”.

Presenti alla manifestazione una folta delegazione di lavoratori dell’azienda tessile GAO (ex Miss Deanna, ora gruppo Armandi) impegnati in una vertenza contro la delocalizzazione nel Mantovano, i lavoratori chimici e ceramisti, i lavoratori metalmeccanici, i pensionati dello SPI, gli alimentaristi, i lavoratori del Pubblico Impiego e della sanità, della scuola, della comunicazione, i bancari, gli edili e i lavoratori del commercio.

Presenti al corteo anche donne con striscioni e cartelli relativi alla condizione lavorativa delle donne e in solidarietà alle donne che subiscono violenza, oltre all’Associazione Reggiana per la Costituzione, che nell’occasione ha continuato la raccolta firme a difesa della Costituzione.

“Questa legge non va bene, in primo luogo, perché non cambia la situazione economica – ha affermato Loris Cavalletti -. Austerità, tagli al sociale, riduzione del potere d’acquisto di pensionati e degli stipendi: tutto ciò ha prodotto un aumento della disoccupazione giovanile, ha raddoppiato i poveri e, al contempo, raddoppiato i patrimoni dei ricchi. Adesso basta. Per noi pensionati la priorità è il lavoro dei giovani. Saremmo disposti a mediare sulle nostre richieste se ciò andasse a favore del lavoro giovanile e dell’aumento dell’occupazione”.

Manifestanti in piazza Prampolini

Giuseppe Rossi della Uil di Reggio Emilia ha proseguito sottolineando la mancanza di un progetto per lo sviluppo industriale del Paese, che consenta e favorisca la ripresa produttiva e dia una risposta a coloro che sono senza lavoro oggi e ai giovani. “Ancora una volta il Governo ha deciso di percorrere una strada che incide negativamente sulle buste paga dei lavoratori e sulle pensioni, quando potrebbero trovarsi soluzioni alternative senza sprechi economici”.

“La politica dell’austerità deve essere fermata – ha concluso Cesare Melloni -. E’ la finanza dominante oggi che chiede un cambiamento, per uscire dalla recessione e tornare a crescere. E’ necessaria una nuova politica europea che liberi risorse per finanziare gli investimenti a sostegno dell’occupazione, dell’innovazione e delle politiche sociali. Anche le propose in materia fiscale sono inadeguate: l’aumento delle detrazioni fiscali sui redditi da lavoro e da pensione non sono sufficienti per una vita dignitosa. Per questo la legge di stabilità 2014 deve essere cambiata”.

Nonostante l’alta adesione allo sciopero, i disagi sono stati contenuti anche se gli uffici pubblici hanno subito alcune riduzioni dell’orario di apertura e non sono mancati ritardi sulle linee di Seta. Domani sarà una giornata più critica sul fronte del trasporto pubblico in quanto è prevista la mobilitazione del personale Tperdalle 9 alle 13 sulle tratte Reggio Emilia-Guastalla, Reggio Emilia-Sassuolo, Reggio Emilia-Ciano d’Enza.

 

 

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