Ebbene, questo è davvero un colpo basso. Da decenni ci ordinavano di spendere, di spandere, di crescere, di svilupparci, di investire su noi stessi, di goderci la vita, e guardavamo gli altri pieni di esuberante joie de vivre mentre abbinavano capi di vestiario e accessori elettronici firmati con una nonchalance degna di una Coco Chanel. Noi, i tiepidi, guardavamo questo gioioso scialo con malcelata paura: forti delle nostre buste paga sempre più miserelle, paventavamo disastri a catena tipo la morte del congelatore e dello scaldabagno, il tagliando all’auto, una imprevista carie dentale, e scuotendo la testa dicevamo che, no, non era cosa per noi.
Poi, il senso di colpa. Colpiti e affondati nel nostro senso civico, mentre guardavamo con un crescente senso di inadeguatezza le pubblicità in cui gli altri facevano la spesa e tutto il paese li ringraziava per il far funzionare l’economia; ci siamo messi una mano sulla coscienza e abbiamo fatto il grande passo. Abbiamo cambiato il cellulare che addirittura a volte funzionava ancora. Abbiamo comperato una nuova macchina usata. Abbiamo messo sotto l’Albero la Playstation, preso un secondo e poi un terzo paio di calzoni, rifatto l’isolamento del tetto.
A quel punto eravamo disposti persino a prenotare le vacanze a Pinarella, ma ci siamo resi conto che la gente ci guardava storto. L’aria era cambiata di colpo, e non ce n’eravamo accorti. Ora, la nuova parola d’ordine era: decrescita! Non eravamo nemmeno riusciti a partire con la crescita, che ci hanno fermato lo sviluppo; e per quanto ci sarebbe piaciuto anche protestare un poco (protestano tutti per tutto, perché noi no?), di fronte a tanti sguardi corruschi e tanta carta stampata opportunamente filosofica sull’argomento ci siamo rassegnati, e abbiamo dato il via ad una nuova capitolazione. Non puoi combattere con gente che va tutte le sere a farsi un’ape con Latouche, che visita ogni giorno dal suo i-Phone 5 le campagne ambientali che opportunamente firmerà, che va a fare la spesa al mercato equo e solidale con la sua borsina di canapa non trattata e la porta a casa sulla sua nuova Hyundai ecologica, addirittura color verde.
Per cui, abbiamo infilato le scarpe nuove in un sacchetto biodegradabile e le abbiamo nascoste in soffitta, tirando di nuovo fuori le vecchie Clark’s un po’ sfonde per meglio mimetizzarci tra la folla dei nuovi borghesi pentiti. Del resto, l’eskimo ha un sacco di tasche nelle quali nascondere al volo l’i-Phone, mentre facciamo la fila al discount: non vorremmo mai e poi mai passare per consumisti.