Adesso evitare l’errore della paralisi. Mi attendo dal Pd una grande strategia di rimotivazione del proprio elettorato. Non con l’illusione dell’autosufficienza, ma con la responsabilità di chi sente il dovere di ridare un senso, una speranza forte a chi non crede più alla politica.
Il Pd è l’unico partito – penso – con un serbatoio di elettori non solo potenziali, ma già votanti che hanno vissuto anche questo passaggio amministrativo in forzata apnea in attesa di tornare a …respirare l’ossigeno di una speranza forte, persino l’utopia possibile di un paese migliore.
Le idee ci sono. Dobbiamo crederci.
Basta parlare di banche (è problema giustamente del governo) e di scissionisti (tema che ci fa guardare indietro): il Pd è l’unico partito capace – se lo vuole – di un grande piano nazionale per il lavoro e l’integrazione sociale (non solo dei migranti). Senza la mission di una ossessiva ricucitura del tessuto sociale la politica non si riscatterà.
Al Pd compete ancora l’onere non solo di salvare se stesso ma di salvare l’Italia.