Sit-in e assemblea che da permanente diventa “intermittente”, ma non solo: i lavoratori della Seves minacciati dai licenziamenti (un centinaio) non si perdono d'animo e annunciano una lotta che sarà dura, ma anche insolita: infatti, fra le iniziative, anche quella di impegnare per un giorno alla settimana gli spazi dello stabilimento per spettacoli e gare di cucina. E gli alleati che i lavoratori hanno trovato sono di tutto rispetto: si va da Paolo Hendel per gli spettacoli a Fabio Picchi, il patron del Cibrèo, che guiderà la giuria della cucina. Sì, perché i delegati delle fabbriche di Firenze si sfideranno in un vero e proprio torneo culinario, Seves Chef, dove una giuria appunto capitanata da Picchi proclamerà il vincitore.
A fare scattare la protesta, l'annuncio dell'azienda di aprire, per i 97 lavoratori per i quali la cassa integrazione straordinaria terminerà entro i primi 8 giorni di giugno, la procedura di mobilità. L'obiettivo della mobilitazione? Lo dice chiaro Bernardo Marasco, della Filctem-Cgil: "Seves deve ritirare la procedura, e dimostrare di voler negoziare con eventuali acquirenti". Acquirenti che, d'altro canto, devono mostrarsi con sollecitudine, visto che il tempo rimasto è ormai poco. Marasco chiama in causa anche istituzioni e mondo del credito, almeno finché c'è tempo “per salvare la fabbrica”. Una fabbrica che, dicono i lavoratori: “Non vuole morire”. E, aggiungiamo noi, ce la sta mettendo tutta.