Eurosceicchi di Strasburgo: gli assurdi privilegi di una super casta

Morte alle Province. Intanto gli eurodeputati intascano 1,5 ml all’anno. Gli assurdi privilegi di una super casta

draghiSi sa: sono i pesci piccoli i più facili da friggere. Nel calderone delle Pubbliche amministrazioni sono finite da tempo le Province su cui ci si sta accanendo con sospettoso sadismo. Anche se numerose ricerche hanno individuato in altre organizzazioni la radice di molti e ancor più assurdi sprechi. Certo è che a leggere tra le pieghe degli incommensurabili privilegi della super casta degli eurodeputati, ogni certezza sull’effettiva utilità delle strutture sovranazionali barcolla sensibilmente.

Prendiamo gli eletti all’assemblea Ue di Strasburgo: un eurodeputato guadagna quasi dieci volte in più di un europeo medio, tra stipendio base, diarie, bonus, indennità giornaliere e di trasferta. Ovvero, 213.924 euro contro i 21.844 del travet, in un anno. L’879% in più. Abissale. Con una sola legislatura un politico eletto in Europa intasca un milione e 69 mila euro (lordi). Un impiegato medio invece, può raggiungere quella somma solo dopo 55 anni di lavoro. Un italiano dopo 45. Un inglese dopo 40. Un tedesco dopo 39. Ma a un bulgaro non basta un secolo di vita. Le abissali sperequazioni sono colpa dello spread; tanto più è estesa la forbice tra il cedolino dell’eurodeputato e quello del cittadino che l’ha mandato in vacanza d’oro a Strasburgo, quanto più il Paese in questione è in sofferenza economica. C’è chi incassa oltre il 2000% in più di chi (bontà sua) l’ha votato.

Insomma gli apparati legislativi europei si mangiano una quantità gigantesca di soldi pubblici; e chi da Bruxelles ha imposto in questi anni tagli al limite della sopravvivenza, non ha applicato su di sé e sui propri incomprensibili privilegi alcuna spending review. Gli  scranni d’oro di Strasburgo restano intonsi e guai a parlarne. Si attenterebbe alla democrazia e alla dignità degli organi elettivi (come ha recentemente esplicitato la Boldrini chiamata a rispondere sull’eventuale taglio ai privilegi della casta italiana). Intanto ai 17.827 euro mensili intascati dall’eurodeputato anche per viaggi, gettoni di presenza, appartamenti, occorre addizionare i 21.209 euro a sua disposizione ogni mese per gli uffici (almeno due, di cui uno in patria) e il personale. Questo significa quasi mezzo milione di euro di entrate all’anno (468.432 euro). Ovvero 2,3 milioni nel quinquennio. Moltiplicato per tutti gli eurodeputati (oggi 766) fanno quasi 1,8 miliardi pagati dalle tasse di 500 milioni di cittadini europei che il prossimo anno saranno chiamati proprio a rinnovare quel Parlamento.

Veramente un livellamento tra questi eurosceicchi regolarmente eletti c’è stato; nel 2009 ma verso l’alto. Quando si pensò di alzare lo stipendio di tutti i rappresentanti così come erano gli incassi più sonanti. Di chi? Naturalmente degli italiani. Buone elezioni a tutti

 

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