Scuola, si riaccende la protesta dei dirigenti toscani

I dirigenti scolastici toscani e quelli lombardi si uniscono e dicono no al DL licenziato dal Senato e ora alla Camera: risposte insoddisfacenti, chiedono un incontro con le istituzioni.

Firenze – Tornano a protestare i dirigenti toscani che rischiano il posto di lavoro. “Il 14 Maggio 2014 il Senato ha approvato il Decreto Legge 1430, che nei prossimi giorni sarà sicuramente approvato dalla Camera – spiega Ludovico Arte, dirigente scolastico dell’Istituto Marco Polo di Firenze – questo decreto intende risolvere il problema dei dirigenti scolastici e idonei coinvolti in annullamenti, parziali o totali, delle procedure concorsuali cui hanno partecipato”.

Infatti, secondo questo decreto, i dirigenti rimangono in servizio fino al 31 agosto del 2015. Intanto, entro il 31 dicembre del 2014, dovrebbe partire un nuovo concorso per il reclutamento dei dirigenti scolastici: “il corso-concorso nazionale”. Per i dirigenti coinvolti in annullamenti ci sono dei percorsi agevolati perché a loro viene risparmiata la fase preliminare. Inoltre con questa nuova procedura concorsuale vengono garantiti una riserva di posti ed un punteggio per chi ha svolto funzioni di dirigente scolastico.
Ma i dirigenti scolastici toscani (112 in servizio da due anni e 23 idonei), a questo punto, si sono uniti ai dirigenti della Lombardia (96) e insieme sostengono che le soluzioni proposte da questo DL siano del tutto insoddisfacenti.

“Ci troviamo di fronte ad una situazione chiaramente paradossale– commenta Ludovico Arte – i due casi, che riguardano appunto la Toscana e la Lombardia, hanno un punto in comune: la responsabilità dell’annullamento del concorso è stata attribuita dalla magistratura amministrativa all’Amministrazione scolastica. Però chi ci rimette poi, in realtà, sono i cittadini che non hanno nessuna colpa ma che hanno soltanto il torto di aver superato con merito le prove”.

I dirigenti scolastici, dunque, dicono no a questo decreto e, insieme ai sindacati, avanzano alcune proposte: un’esecuzione intelligente delle sentenze, che tenesse conto delle diverse posizioni dei dirigenti in servizio, degli idonei e dei ricorrenti; un concorso riservato per chi fosse escluso dalla rinnovazione del concorso ordinario o, come in Lombardia, fosse escluso dalle graduatorie finali.

“Chiediamo al Governo– conclude Agnese Canevari, dirigente scolastica della Lombardia– che nei decisivi passaggi delle prossime settimane, in particolare la definizione del regolamento e del bando, si attui un reale confronto con noi e con i sindacati, per cercare insieme soluzioni migliori. Noi continueremo a difendere in ogni sede, nazionale ed europea, i nostri diritti”.

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