D’Andrea: basta soldi ai nomadi. E Sassi si infuria

Botta e risposta
Ernesto D'Andrea
Ernesto D’Andrea

La polemica non è nuova e già Graziano Delrio aveva avuto non pochi problemi quando aveva cercato di mettere mano al problema. Ora la questione dei campi nomadi torna alla ribalta dopo le dichiarazioni del candidato sindaco Ernesto D’Andrea sulla sua pagina facebook: “In un periodo in cui molte famiglie hanno serie difficoltà economiche, trovandosi in condizioni “tragiche” (per perdita di lavoro, mantenimento dei figli disoccupati, tassazione elevata, cassa integrazione, esodati, ecc.), non saranno più previsti finanziamenti da parte dell’amministrazione comunale ai campi nomadi, come l’ultimo concesso, alcuni mesi fa, pari a € 250.000,00 (duecentocinquantamila/euro). Sarà prescritto il rispetto delle regole e delle leggi che vige per ogni altro cittadino. Saranno tolti i campi nomadi abusivi e sanzionate tutte le irregolarità, come prevede la legge dello Stato”.

Parole che non sono per niente piaciute all’assessore comunale alle Politiche sociali Matteo Sassi (Sel):  “Il candidato e avvocato D’Andrea dice una sequela di falsità e menzogne. Ognuno può pensarla come ritiene, ma non può fare leva sulla falsità per raccattare uno 0,1% in più alle elezioni. Asserisce che il Comune ha pagato 250mila euro qualche mese fa per le attività destinate ai nomadi? Lo deve dimostrare, deve tirare fuori le carte. Poi, raggiunge il ridicolo quando parla dei soldi che l’amministrazione darebbe a ciascun capofamiglia. Nemmeno la peggior destra si sarebbe mai sognata, a pochi giorni dal voto, di utilizzare menzogne come questa”.

Matteo Sassi
Matteo Sassi

“D’Andrea è stato consigliere prima per i Democratici e poi per il Pd, governando per 10 anni questa città – ha aggiunto Sassi -Il suo è uno scadimento non solo nel merito, ma anche e soprattutto nel metodo: non si raccontano falsità per propri tornaconti, questo non lo può fare un candidato sindaco. La gente che lo vuole votare deve sapere qual è il livello di serietà di colui che per racimolare qualche voto in più per arrivare all’1% racconta queste genere di bugie. In qualsiasi altro paese del mondo, un candidato così sarebbe costretto a ritirarsi. Chi dice falsità non può amministrare la cosa pubblica”.

A Sassi replica Marco Gagliardi, segretario del Sulpm, agente di polizia municipale e candidato consigliere per la lista di D’Andrea: “Le politiche sociali e la sicurezza devono procedere in modo parallelo, non possono essere separate. E’ paradossale che un’amministrazione che ha fatto della “città della persone” il proprio slogan abbia tollerato per anni la presenza di veri e propri ghetti dove le persone normali non possono mettere piede. Pare che Matteo Sassi venga da un’altro mondo”. “E’ sotto gli occhi di tutti – conclude Gagliardi – che i soldi che sono stati destinati dall’amministrazione ai campi nomadi non abbiano favorito l’integrazione. Negli ultimi anni la situazione di degrado e di insicurezza non ha fatti altro che peggiorare”.

 

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