Sblocca Italia e inceneritori, la Regione boccia il governo

L’assessore Gazzolo contro nuovi impianti: “Occorre ridurre i rifiuti e differenziare. Lo proporremo in Conferenza Stato-Regioni”.

Sblocca Italia e inceneritori, la Regione Emilia-Romagna boccia il governo. Un no secco ai 12 inceneritori che si potrebbero costruire in base all’articolo 35 della legge, perché quel provvedimento “non servirebbe a risolvere i problemi” e inoltre “è inattuabile, il piano industriale non sta in piedi“. La Regione guidata da Stefano Bonaccini domani alla Conferenza Stato-Regioni a Roma porterà una sua proposta sulla gestione dei rifiuti.
A spiegarlo a un gruppo di ambientalisti che manifestavano sotto la sede della Regione è stata l’assessore all’Ambiente Paola Gazzolo.

Domani, nell’incontro col governo, “chiederemo di attivare una task force con le Regioni, che abbia anche l’obiettivo di confrontarsi con cittadini e associazioni – spiega Gazzolo – vogliamo spingere il governo verso l’economia circolare“, che preveda una crescita della raccolta differenziata, la riduzione dei rifiuti prodotti e l’aumento di quelli avviati al riciclo, superando così inceneritori e discariche. Sono proprio questi i binari della nuova legge regionale sui rifiuti che, assicura Gazzolo, sarà approvata entro fine mese. In termini numerici l’obiettivo consiste nel portare la differenziata al 70% riducendo la produzione dei rifiuti di un quarto entro cinque anni.

Secondo l’Emilia-Romagna, del resto, rispetto allo Sblocca Italia “serve un cambio di passo – insiste l’assessore – quel decreto è inattuabile così com’è, non ci sono gli strumenti per imporlo alle Regioni”, che hanno comunque “una posizione contraria”. In ogni caso, aggiunge Gazzolo, “non basta l’articolo 35 a risolvere i problemi“.

La posizione assunta da viale Aldo Moro ha riscosso un discreto gradimento da parte degli ambientalisti in presidio. Natale Belosi, coordinatore regionale della Rete Rifiuti zero, precisa che la manifestazione non era rivolta contro la Regione, con la quale anzi è stato condiviso il percorso verso la legge regionale, “ma chiediamo alla Regione di contrastare il decreto Sblocca Italia domani in Conferenza Stato-Regioni“. Al presidio hanno partecipato anche Legambiente e Wwf, insieme all’assessore all’Ambiente del Comune di Parma, Gabriele Folli, e al sindaco di Castello d’Argile, Michele Giovannini, in rappresentanza dei Comuni che hanno firmato la legge regionale popolare sui rifiuti.

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