Salute, Gramolati (Cgil Spi): “Pagare per saltare la fila non è una soluzione”

LiberEtà, si discute di salute, liste di attesa e equo accesso alle cure

Donoratico – Al Parco delle Sughere di Donoratico, in provincia di Livorno, nel corso dela Festa di LiberEtà organizzata dalla Cgil SPI Toscana e dallo SPI di Livorno insieme agli SPI provinciali di Massa Carrara, Lucca e Pisa, oggi si è parlato di liste di attesa ed equo accesso alle cure.

Uno dei temi più sentiti in questo momento, in particolare a fronte delle soluzioni proposte in alcune città italiane (un esempio per tutti, il pronto soccorso di Bergamo con corsia preferenziale per chi paga 150 euro). Il tema è stato dibattuto in una tavola rotonda, aperta dai saluti del Segretario generale dello SPI provinciale di Livorno Giuseppe Bartoletti.e condotta dall’attrice Daniela Morozzi, dal titolo “La salute non può attendere. Ridurre le liste di attesa per un equo accesso alle cure. Fra i partecipanti, Simone Bezzini, Assessore al diritto alla salute e sanità della Regione Toscana, Valtere Giovannini, già Direttore generale Sanità Toscana, Sandra Scarpellini, Sindaca del Comune di Castagneto Carducci e Presidente dell’Ente Provincia di Livorno, Monica Cavallini, Vicesegretaria CGIL Livorno. L’intervento conclusivo è stato di  Alessio Gramolati, Segretario generale dello SPI CGIL Toscana. 

“La situazione del Paese purtroppo è quella che si trova nelle cronache di questi giorni: campeggiano da una parte le denunce perché si è cercato di alterare le liste di attesa a vantaggio di paganti e parenti e dall’altra la vicenda di Bergamo, dove si è costruito un accesso privilegiato al pronto soccorso per chi paga 150 euro. Noi invece pensiamo che il taglio delle liste di attesa non possa essere un vantaggio soltanto per chi può permetterselo, solo per chi paga per saltare la fila. In Toscana il problema c’è, ma va meglio che altrove: la nostra è l’unica regione ad aver migliorato i tempi di attesa, rispetto a quelli pre-Covid,  con un -1%, mentre la media nazionale è del +17%”, ha detto il Segretario generale dello SPI CGIL Toscana.

“La questione delle liste di attesa ha radici lontane e si è aggravata durante la pandemia, pesando sugli anni successivi – ha detto l’Assessore Diritto alla Salute e Sanità della Regione Toscana Simone Bezzini – inoltre dai nostri dati risulta una crescita della domanda di prestazioni particolarmente significativa: confrontando il 2023 con il 2019, c’è un aumento di circa il 20% per le richieste di visite specialistiche e di circa 30% per la diagnostica. La prima questione è quindi avere più risorse dal governo per fare assunzioni e per aumentare l’offerta di prestazioni. Finora però l’esecutivo è stato latitante. Ma noi non stiamo con le mani in mano. Come Regione Toscana abbiamo definito un pacchetto di misure. Tra queste una delibera che prevede l’uso corretto delle preliste, un sistema di alert quotidiano per segnalare alle direzioni aziendali le cosiddette liste bloccate e stabilendo gli indirizzi perché venga garantito il  corretto rapporto tra attività istituzionale e libera professione”. 

 Giuseppe Bartoletti, segretario generale Spi Cgil Livorno, ha invece fatto il punto sulla situazione di Livorno e dell’area Nord Ovest della Toscana.  “Per quanto riguarda la riduzione delle liste di attesa bisognerebbe utilizzare a pieno gli ambulatori e le diagnostiche presenti nelle strutture pubbliche – ha spiegato -. Non siamo contro il ricorso all’intramoenia, ma va trovato un equilibrio. Inoltre, in provincia di Livorno come su tutta la costa, siamo in ritardo nella costituzione delle Casa di Comunità, che dovrebbero rappresentare un presidio sul territorio e che potrebbero quindi dare una risposta immediata ai bisogni delle persone per la salute”.

 

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