Saccardi: “La sfida è mettere insieme sviluppo, occupazione e sostenibilità”

Firenze – Severino Saccardi, insegnante, direttore della prestigiosa rivista   “Testimonianze” è rientrato in Consiglio regionale.  Nell’occasione Stamp gli ha rivolto alcune domande.

Con quale spirito inizia questa nuova esperienza?
“E’ un’esperienza che inizia ad un passo dalla chiusura della legislatura: a marzo prossimo il Consiglio verrà sciolto. Nonostante questo limite oggettivo, torno a sedermi fra i banchi dell’Assemblea regionale della Toscana con molta emozione per questo cammino che riprende e con molta voglia di fare. Continuo ad esserne convinto, in un momento in cui nella politica l’accento viene posto sulla dimensione della decisione e dei poteri dell’esecutivo (o, nel caso delle realtà locali, dei sindaci e dei presidenti di Regione), sulla funzione imprescindibile degli organismi rappresentativi, che devono essere chiamati a svolgere anche nuove funzioni di indirizzo e di controllo. Laddove vengono sacrificati elementi e aspetti della rappresentanza, la democrazia ne soffre e langue. Dunque, sia pure in un momento in cui le istituzioni godono di scarso credito presso i cittadini, non posso che sentirmi onorato di essere chiamato a svolgere un ruolo che è, di per sé, onorevole. Quello di mettersi al servizio del “Bene comune” della realtà in cui sei stato eletto. In questo caso della nostra bella Regione Toscana”.

Quale contributo intende portare  nell’assemblea legislativa della Toscana?
“E’ mio intendimento ripartire esattamente da dove ero rimasto, per così dire, quattro anni fa, al momento della conclusione della mia esperienza di consigliere della Regione Toscana. Ho cercato allora, come ho saputo e potuto (non sta a me giudicare con quali risultati), di mettere in primo piano i diritti, la cultura e la solidarietà. E’ con questo spirito che cercherò di rimettermi al lavoro su questi temi. Spero vivamente di poter svolgere questo lavoro nell’ambito della Commissione cultura del Consiglio Regionale (in cui hi già lavorato per l’intera scorsa legislatura) e che è ovviamente la mia naturale destinazione essendo stato io chiamato a surrogare il consigliere Nicola Danti (che della Commissione cultura era presidente) eletto al Parlamento europeo”.

Alcune delle priorità della Toscana che vorrebbe vedere risolte..
“I problemi sono molti. La questione di fondo della nostra Regione è quella della coniugazione (in un tempo in cui il tradizionale modello toscano di sviluppo è entrato evidentemente in crisi) di una ripresa e di crescita economica, che ricrei lavoro e che sia però rispettosa della sostenibilità e della tutela dell’ambiente. Più spazio, sia in termini di risorse sia di progettualità complessiva, andrebbe data alla valorizzazione del patrimonio culturale e delle molte realtà che, nel settore della cultura, meritoriamente operano spesso in condizioni di ristrettezze e di povertà di mezzi.  Si tratta ovviamente non di promuovere una politica di carattere  assistenziale nei confronti di tali realtà (ormai impossibile, peraltro, in tempi di vacche magre) ma di valorizzare pienamente progetti che mirino a coniugare forme più tradizionali di presenza e di intervento con elementi di sperimentazione e di innovazione (soprattutto nel campo della comunicazione e dell’informazione) in relazione all’uso delle muove tecnologie e dei nuovi strumenti della comunicazione. Preservazione di una grande tradizione e valorizzazione della memoria dovrebbero in questo senso andare d’accordo con la sperimentazione delle vie e con l’accettazione delle sfide che inevitabilmente si pongono nella nostra contemporaneità. Infine, l’importanza della politica di solidarietà e di attenzione verso le questioni dei diritti umani e dei diritti dei popoli con cui Firenze, città-simbolo della pace e dei diritti umani, e la Toscana come terra del mondo, hanno saputo spesso qualificare la loro esperienza e la loro azione nella storia a noi prossima”.

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