Firenze – Sono i vegetali freschi, di cui aumenta il consumo proprio in questa stagione, a spingere l’intero settore alimentare verso la deflazione. Il calo complessivo dell’intero settore, rispetto all’anno scorso, è dello 0,6%.
I dati sono quelli emersi da una analisi compiuta da Coldiretti avvalendosi delle informazioni statistiche dell’Istat, relative all’inflazione in Italia nel mese di giugno. E su base annua si riscontra anche la contrazione dei prezzi della frutta fresca, che flette del 7,5%, mentre l’aumento della carne bovina è irrisorio, +0,8 per cento, mentre quella di maiale cresce dello +0,7%.
Un andamento dei prezzi che riflette, spiega la Coldiretti, una situazione difficile per quanto riguarda la spesa alimentare degli italiani, regredita di oltre 33 anni e che si è portata sui livelli minimi del 1981 a causa della crisi. Da sottolineare che ancora non è stata registrata l’ondata positiva che avrebbe dovuto verificarsi in seguito al bonus di 80 euro ricevuto nelle buste paga di 10 milioni di italiani a partire dall’inizio di giugno.
“Nel 2014 si è toccato il fondo – precisa la Coldiretti – con i prodotti della dieta mediterranea che sono quelli a subire il maggiore taglio della spesa alimentare che in media è stato pari al 2 per cento e non ha risparmiato nessun prodotto della tavola, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ismea. Gli acquisti delle famiglie – continua la Coldiretti – sono crollati, dalla pasta (-5 per cento) all’extravergine (-4 per cento), dal pesce (-7 per cento) alla verdura fresca (-4 per cento) nei primi due mesi rispetto allo stesso periodo del 2013”.
Il panorama dovrebbe schiarirsi un po’ nella seconda parte del 2014 perché “sarà proprio la spesa alimentare – annuncia la Coldiretti – che rappresenta la seconda voce dei budget familiari, a beneficiare maggiormente del bonus di 80 euro al mese per alcune categorie di lavoratori dipendenti, disoccupati e cassintegrati che destinano una quota rilevante del proprio reddito all’acquisto del cibo”.