Visto che la politica nazionale non mette al centro i diritti delle persone, ormai ci pensano le istituzioni locali. E’ quella che Stefano Rodotà definisce “democrazia di prossimità” tema su cui il giurista già candidato alla Presidenza della Repubblica dal Movimento 5 Stelle è tornato ieri nel corso della sua visita a Parma.
Rodotà era in città invitato dal Comune, nell’ambito delle iniziative legate alla “Giornata dei diritti”, voluta proprio per promuovere il riconoscimento dei diritti civili e sensibilizzare i cittadini. Il “professore” ha toccato nel suo intervento tutti i temi connessi con questo argomento: dal registro del testamento biologico a quello delle unioni civili, dal fine vita alla bigenitorialità fino ai diritti del lavoro e a quelli di cittadinanza. Ambiti che vedono, da mesi, un intervento intenso – tra istituzione di registri, delibere e progetti – da parte di Comuni come quello di Parma, elogiato in proposito da Rodotà.
L’ex garante della privacy ha rimarcato, tra l’altro, come la politica “romana” sia rimasta in silenzio negli ultimi anni su tematiche che toccano da vicino la vita delle persone, lasciando alle istituzioni locali l’onere di accogliere i bisogni dei cittadini e fare da cassa di risonanza – o quanto meno provarci – verso i livelli politici superiori. Un esempio concreto tra i tanti fatti da Rodotà riguarda il registro sul testamento biologico. “Spesso – ha ricordato il professore – si dice che questi strumenti messi a disposizione da alcuni Comuni non servono a niente, dal momento che non avrebbero valore legale. Si tratta di una grande stupidaggine. Basti pensare al caso di Eluana Englaro, in cui la discussione ruotò per intero sulla volontà espressa, o meno, da quella ragazza in merito al trattamento che avrebbe desiderato se si fosse trovata nelle condizioni in cui purtroppo è finita dopo un incidente. Se fosse esistita prova scritta delle sue volontà, magari depositata presso un’istituzione pubblica, l’intera vicenda avrebbe potuto prendere una piega diversa”.
Rodotà ha quindi ricordato che la Costituzione parla a più riprese di “doveri della Repubblica” nei confronti dei cittadini. “Le istituzioni non dovrebbero girare la testa dall’altra parte. Come sulla legge 40 (procreazione assistita), messa pesantemente in discussione da varie sentenze tanto in Italia quanto in Europa, senza che ciò abbia finora generato nemmeno un dibattito in Parlamento”. Da “vecchio maniaco dei diritti”, Rodotà garantisce che comunque “su questi e su altri temi, come la cittadinanza, prima o poi dovremo confrontarci. Lo dicono le statistiche, oltre alle storie di vita di molte persone non appena le si guarda al di fuori dei condizionamenti ideologici”.