A Reggio è un monumento, da tutelare e valorizzare sotto ogni punto di vista, storico, commerciale, musicale, perfino antropologico. Ma basta spostarsi di poche centinaia di km che l’intoccabilità del Liga comincia a vacillare. Dopo aver annunciato infatti dalla Reggia di Monza il suo prossimo sonante concertone, il rocker correggese di nascita, internazionale di gradimento, ha subito il primo stop dal comitato del Parco di Monza che dovrebbe ospitare le sue ballate sul mondo il prossimo 24 settembre.
Il Parco di Villa Reale dovrebbe contenere i 100mila assatanati fan del Liga previsti ma storici e ambientalisti cercheranno di impedirne lo svolgimento chiedendo lumi alla Sovrintendenza per la paura che gli storici giardini registrino i danni avuti nel 1989 dopo il concerto dei Pink Floyd o i problemi di sicurezza dopo il concerto di Manu Chao lo scorso giugno sempre sull’area della Gerascia e con “appena” 50mila spettatori.
Intanto continua a far discutere la mezza gaffe ligabuiana nell’archiviazione dell’esperienza Campovolo di Reggio a favore della terra lombarda: “Campovolo è casa mia – aveva detto in conferenza stampa – ma è un campo di patate“.