Rivolta nel Pd, nasce “la Sinistra!” che chiede separazione fra ruoli istituzionali e di partito

Documento con 80 firme, il mal di pancia si fa soggetto politico

Firenze – Mezza scissione o solo una calibrata protesta che ambisce a prendere una patente di Veri Schleiniani? La bomba lanciata dal Corriere stamane mette in allarme il Pd, o si tratta di dar voce pubblica a un malumore che è ben conosciuto e sopportato all’interno del Partito democratico fiorentino? Al netto della durezza con cui si esprimono alcuni firmatari del documento integrale che segna la nascita dell'”area politica” de la Sinistra! dentro il Pd fiorentino, il documento originale infatti non fa altro che esprimere a chiare lettere le posizioni ben conosciute di coloro che, se vogliamo semplificare, erano per le primarie per quanto riguarda la scelta del candidato sindaco. E il metodo utilizzato per non farle, quelle primarie. Anzi, neanche, dal momento che qualcuno , simpatizzante, dice di essere con “Schlein e Funaro”..

I firmatari, altra questione. Chi sono? Sebbene ovviamente i loro nominativi siano conosciuti nel partito, la scelta di non “metterci la faccia” pubblicamente, a parte il piccolo pugno di cui si legge sui quotidiani cittadini, la dice lunga. In questo caso, il dubbio è: se ci sono 80 firme, perché non dichiararsi apertamente, tutte e 80, in particolare se si tratta solo di un’area di discussione ben distante dall’idea di formare un piccolo gruppo di fuoriusciti?

Venendo al documento originale, quello firmato dagli 80, in realtà non c’è molto di nuovo, se non la volontà di non tacere oltre rispetto al fatto che, secondo quanto scritto, la rivoluzione di Elly sarebbe portata avanti in modo piuttosto tiepido dai maggiorenti di partito. La soluzione principale proposta, sembra essere quella della “separazione delle carriere”, principio molto in voga in questi ultimi tempi: chi ha cariche di partito non ce le abbia nelle istituzioni e viceversa. Tuttavia qualcuno fa notare che, fra i nomi che si sussurrano (ma presto sarà impossibile non renderli noti) non sono pochi coloro che in effetti uniscono entrambe le stellette.

Altro punto di discussione, almeno nelle chat del Pd, è quella degli attacchi personali. Se infatti il documento è condiviso dai più, l’attacco diretto al segretario regionale Emiliano Fossi e all’aspirante vicesindaco Andrea Giorgio, per qualcuno è troppo violento. Troppo, ma non del tutto fuor di luogo, anzi, sintomo di un certo logoramento del rapporto base-vertici. Ovvero, il ripresentarsi un ben noto tema, che fa il paio con quello della perdita di radici lamentato da molti nel Pd. Perdita di radici che significa anche perdita della tenuta nei temi forti del partito, quelli che lo qualificano come partito di sinistra, ovvero innanzitutto il lavoro, ma anche ambiente e temi sociali come ad esempio, la povertà, l’abitare, il tema dell’inclusione anche attraverso la scuola.

Insomma, la sollevazione è ampia ma tuttavia viene declinata non in termini scissionistici, come in molti sottolineano, ma in termini di dibattito interno fra le varie anime. E di anime il Pd ne ha molte, dai quasi (o ex) renziani, ai sostenitori dello status quo di nardelliana memoria, ai fedeli di Funaro ai massimalisti. Anzi no, perché, parafrasando il documento originale, la Sinistra rifiuta di essere interpretata come massimalismo, dal momento che, come dicono i firmatari nel testo, “siamo stanchi di essere rappresentati come area massimalista quando siamo figlie e figli di quella tradizione politica alta che è stato il riformismo nato dal movimento operaio”. dunque, una battaglia che ha lo scopo di mettere in campo uno spazio , un “luogo politico culturale in cui il dibattito è franco, libero, e vuole essere stimolo all’azine della nostra segretaria, in cui riponiamo una fiducia mai venuta meno”.

Facendo un po’ di spigolature fra i firmatari troviamo un gruppetto di sindaci e anche esponenti politici trasversali dell’area Pd. Ma, a l di là dei nomi, è sintomatica la richiesta di democrazia che parte nei confronti dei vertici: dialogo con tutte le componenti del partito, confronti trasparenti, e divisione fra ruoli istituzionali e ruoli di partito. Una rivoluzione, insomma.

Rivoluzione per rivoluzione, la necessità che il partito torni a riappropriarsi di temi tradizionali come il lavoro, pena l’allontanamento di un elettorato che ha dimostrato di essere pronto ormai a fare il salto del fossato verso il centrodestra (o destra destra che dir si voglia), in particolare nei suoi estremi più “proletari”, si può leggere forse in filigrana seguendo alcune delle mosse che si stanno concretizzando sia per la giunta comunale che per quella, ipotesi ancora lontana e comunque foriera di ben note difficoltà, che potrebbe realizzarsi a valle delle elezioni regionali. Ci si riferisce alla possibilità che la giunta Funaro imbarchi l’ex sindacalista Paola Galgani per le deleghe al lavoro e allo sviluppo economico, ipotesi tuttavia che ad oggi fa il pari con quella di Valerio Fabiani, finora competente consulente del lavoro della giunta regionale. Una scelta interessante, se si avverasse, per il ruolo della Cgil, che assumerebbe sempre più un profilo politico-amministrativo rispetto al suo ruolo sindacale; tanto più se, come si vocifera, fosse appaiata, il prossimo anno, dalla scelta di Jessica Beneforti , della segreteria Cgil toscana, a un ruolo simile in una eventuale giunta regionale. Un percorso tuttavia che deve fare i proverbiali conti con l’oste, e l’oste potrebbe essere quella parte di elettorato genericamente progressista che si astiene, insieme a quell’altra parte, magari meno pesante a livello di voto ma altrettanto importante per far pendere la bilancia a destra o a manca, che si sposta da sinistra a destra senza colpo ferire, inseguendo promesse semplificatorie, populiste e consolatorie. Ma la disperazione dell’ondata crescente della povertà anche nella nostra regione, produce, come da sempre, effetti imprevedibili, almeno sulla carta.

Tornando al documento reso noto attraverso la stampa, sintesi interessante delle polemiche che ha sollevato, soprattutto in campo “amico”, il commento rilasciato a Thedotcultura da un militante storico del Pd, area progressista e di sinistra, Calogero Bellavia, del circolo San Lorenzo-Stazione: “Il documento, di per sé condivisibile – ci dice Bellavia, raggiunto a telefono – è stato stravolto e strumentalizzato nella versione data ai giornali, con attacchi inaccettabili a Fossi e Giorgio. Stravolgimento favorito però da un metodo sbagliato di diffusione: il documento andava prima discusso e condiviso con i compagni/e e poi pubblicizzato”.

Resta da vedere , ad ora, se il tutto resterà una sorta di litigio da cortile dentro il Pd fiorentino, o se si allargherà con confini imprevedibili sul territorio nazionale. Intanto, la Sinistra! vedrà una sua prima riunione organizzativa a settembre.

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