Paradisi fiscali e riciclaggio: secondo la Banca d’Italia l’Emilia-Romagna è la sesta regione in Italia per volume di segnalazioni di operazioni sospette. In questo contesto, Parma svetta per il volume dei bonifici verso i paradisi fiscali.
A preoccupare sono i dati sul primo semestre 2014 dell’Uif, l’Ufficio della Banca d’Italia che raccoglie le segnalazioni anti riciclaggio e inoltra le più gravi a dia e autorità giudiziaria. Dall’Emilia-Romagna sono state segnalate operazioni sospette in 4.947 casi nell’intero 2013, e nel primo semestre 2014 sono state 2.445. “Siamo la sesta regione in Italia per volume di segnalazioni e, togliendo le regioni del sud, ci resta una classifica poco invidiabile e molto preoccupante” commenta Franco Zavatti, coordinatore regionale Legalità e sicurezza per la Cgil. Se in regione si conferma la buona pratica nell’individuare e poi segnalare le transazioni finanziarie sospette, che comunque la stessa Banca d’Italia rileva come “troppo modeste”, secondo la Cgil il problema resta tutto.
Delle 2.445 segnalazioni 2014, in particolare, da Bologna ne sono arrivate 562, da Modena 363, da Forlì-Cesena 287, da Reggio Emilia 271, da Parma 249, da Rimini 237, da Ravenna 221, da Ferrara 147, da Piacenza 108. E sono le province di Modena e Rimini, segnate in rosso nella mappa Uif, quelle che segnalano quote elevate di bonifici provenienti dai paradisi, ovvero il 18% del totale delle operazioni in ingresso dall’estero. Risultano Parma e la stessa Modena, poi, come territori che primeggiano nelle analoghe operazioni finanziarie in uscita, prevalentemente da o verso la Svizzera, e poi Hong Kong, Turchia e Singapore.
E’ anche per questi dati che la Cgil regionale sollecita “una sede estremamente qualificata nei primi 100 giorni di governo” contro il riciclaggio. Un impegno fortemente richiesto all’ormai prossima giunta regionale.
I settori di attività economica dei “clienti” segnalati sono, nell’ordine, l’industria, l’edilizia, l’agroalimentare, il commercio e i servizi. Insomma, per la Cgil il tema rappresenta “un capitolo di lavoro che ha tutta la portata e l’urgenza per essere posto fra le azioni dei primi 100 giorni del futuro governo della Regione”.