Regionali, due attivisti M5S denunciano il loro movimento

Dal meetup di Monzuno, molto vicino a Defranceschi, arriva un esposto per presunte irregolarità nella raccolta delle firme.

Nella campagna elettorale per le Regionali meno seguite della storia entra ora una questione giudiziaria: un pezzo dei 5 Stelle, dal meetup di Monzuno, ha presentato un esposto in cui accusa il suo stesso movimento di irregolarità nella raccolta di firme per la lista regionale guidata dalla candidata presidente Giulia Gibertoni.

L’esposto presentato ai carabinieri di Vergato è stato firmato da Stefano Adani e Paolo Pasquino, membri del gruppo che più si è battuto contro l’estromissione di Andrea Defranceschi dalle liste. Alla procura vengono sottoposte due osservazioni: da un lato la raccolta di firme necessarie per presentare la lista sarebbe avvenuta anche in luoghi diversi dalla provincia di Bologna e dall’altro, soprattutto, in alcuni casi le dichiarazioni non sarebbero state autenticate da chi di dovere. Per il primo problema, gli esponenti parlano di una raccolta firme avvenuta a Roma, durante il meeting dei grillini al Circo Massimo, tra il 10 e il 12 ottobre. Luogo dove non sarebbe possibile raccogliere firme secondo le regole (ma fin qui si tratterebbe di un vizio formale).

Va precisato, comunque, che per il momento non cambia nulla a livello di voto: la lista pentastellata è stata ormai accettata dalla commissione del Tribunale di Bologna e solo se ci saranno condanne potranno esserci degli effetti dopo e sul risultato elettorale.

Adani e Pasquino citano tre episodi di raccolta firme avvenuti sì a Bologna (meglio: a Bologna e a Vergato), ma senza la presenza di “ufficiali certificatori”: i consiglieri Massimo Bugani e Marco Piazza per quanto riguarda la serata del 15 ottobre (nel luogo di ritrovo del movimento in via Emilia Levante) e per quanto riguarda il 18 ottobre, il “Firmaday”. Il 20 ottobre invece l’irregolarità sarebbe avvenuta a Vergato, dove il consigliere Massimo Gamberi era stato sostituito per un certo tempo dalla consigliera comunale di Grizzana Sara Boselli, che non poteva certificare perché di un altro comune.

Secondo Massimo Bugani (che ha già annunciato querela), le firme sono state raccolte in modo regolare. “Abbiamo fatto un Firmaday insieme a tutti i consiglieri comunali e in poche ore abbiamo raccolto il doppio delle firme necessarie – spiega – e dove non c’erano i consiglieri comunali, c’erano dipendenti comunali autorizzati dai sindaci a certificare le firme“. Inoltre, “non si era detto di raccogliere le firme a Roma, se qualcuno ha fatto qualche cazzata, non lo so: non lo posso escludere, ma non ho segnalazioni“. Comunque, aggiunge Bugani, “mi sembra un esposto strumentale ed è grottesco che venga da dentro il movimento“. Più soft la candidata presidente Giulia Gibertoni, la quale non era al corrente dell’esposto “né sapevo di presunte irregolarità“. Ma prova comunque a gettare acqua sul fuoco. “È giusto che si apra un fascicolo – dice – se ci sono state irregolarità, è giusto che si accertino“.

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