E’ in programma martedì l’assemblea di Reggio Children Srl, la società che promuove e tutela il prestigioso marchio del metodo educativo reggiano, i cosiddetti asili più belli del mondo, come li definì una rivista internazionale diversi anni fa. Un’assemblea che cala in un momento particolare per il marchio Reggio Children alla caccia di partners commercialmente interessanti da una parte, dall’altra però alle prese con un sistema ed una burocrazia interna piuttosto ancorata alle proprie storiche posizioni che hanno comunque portato al successo il modello reggiano dell’infanzia. Il passato prossimo non è casuale; da anni infatti, visti anche gli ultimi bilanci non certo esaltanti della srl, si cerca di modernizzare la struttura e renderla più appetibile sul mercato senza snaturare la mission originale. Va in questo senso la recente polemica con al centro il progetto Rainbow di Igino Straffi, progetto che per l’assessore al Bilancio Francesco Notari sarebbe stato addirittura sabotato dall’ala più conservatrice del partito. Quel che è certo, sabotaggio o no, è che Reggio Children non potrà continuare a vivere a lungo di soli soldi pubblici. Nel frattempo Carla Rinaldi, deus ex machina da decenni dell’intero sistema, per una legge che non consente un accumulo di cariche, dovrebbe lasciare la presidenza della Srl, pronta a passare sotto la guida di un manager. La Rinaldi resterà all’interno della Fondazione con ruoli di consulenze e di rappresentanza.