Referendum trivelle 17 aprile: il quesito. Le ragioni del Sì e del No

Firenze – Il referendum di domenica ha carattere politico e interessa tutti, perchè è una scelta di campo in tema di energia. Su cosa siamo chiamati a votare con il referendum  abrogativo? Il contributo pubblicato da LeggiOggi.it, quotidiano di informazione giuridica, risponde correttamente: riporta il quesito referendario, spiega perchè viene posto (in seguito ad una modifica dell’art. 6 della legge statale “Norme in materia ambientale”, apportata dal decreto Sblocca Italia), quali sono le ragioni e gli effetti del voto Sì e del voto No da parte degli elettori esprimeranno. In breve: la vittoria del Sì avrebbe l’effetto di spingere Renzi e tutta la politica italiana a recuperare il ritardo, rispetto ad altri paesi europei, accumulato sull’utilizzo delle energie rinnovabili.  Se vince il no (o se non si raggiunge il quorum, ossia il 50%+1 degli elettori) le estrazioni di idrocarburi non avranno scadenza certa: in molti casi potrebbero proseguire fino all’esaurimento del giacimento.

Poca informazione pubblica e corretta è stata fatta sul quesito referendario del 17 marzo, il suo significato, le ragioni e gli effetti del voto Sì e del voto No. I seggi elettorali rimarranno aperti dalle 7 alle 23. Hanno diritto di voto i cittadini che entro il giorno fissato per la votazione hanno compiuto il 18° anno di età. Per votare occorre essere muniti di carta d’identità o altro documento di identificazione (con fotografia) e della tessera elettorale.

Ultime ore quindi per  informarsi sul significato e importanza del quesito referendario che chiede se si vuole abrogare (SI o NO) la  modifca fatta dalla legge di stabilità 2016 (al testo unico Norme in materia ambientale) che consente alle industrie delle trivellazioni marine per l’estrazione di gas e petrolio in essere entro le 12 miglia marine (21 sono in Italia le piattaforme industriali coinvolte dal referendum), su concessioni di durata di 40-45 anni, di continuare ad estrarre fino ad esaurimento del giacimento. Per questo il referendum è detto referendum trivelle o referendum sulla durata delle concessioni di trivellazione/estrazione di idrocarburi dal sottosuolo marino. Il quesito interroga la volontà popolare su una modifica all’articolo 6 del decreto legislativo n. 152/2006 Norme in materia ambientale:  “Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 Norme in materia ambientale, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)’, limitatamente alle seguenti parole: ‘per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale’?”

Gli effetti del Sì. “Se al referendum del 17 aprile vincesse il SI, entro 5-10 anni le concessioni verrebbero a scadere e quindi l’attività estrattiva dovrebbe cessare – spiega Giacomo Sacchetti di LeggiOggi.it quotidiano di informazione giuridica –  Oggi le concessioni hanno una durata di trent’anni, prorogabili di dieci. Con il Sì non si elimina la possibilità di proroga: ci sarebbe la cessazione nel giro di alcuni anni delle attività attualmente in corso, tra cui quelle di Eni, Shell e di altre compagnie internazionali.
Una vittoria del Sì avrebbe un effetto politico e simbolico ben più forte dello specifico referendario. Spingendo la politica a fare quei passi verso le energie rinnovabili – aggiunge Sacchetti – che in altri paesi europei sono stati fatti negli anni passati e che in Italia sono al palo, o quasi”.

Gli effetti del No. “Essendo referendum abrogativo, un’eventuale bocciatura lascerebbe la situazione inalterata: cioè, le ricerche e le attività petrolifere attualmente in corso potranno proseguire fino alla scadenza. Dopo la scadenza – precisa Sacchetti – , le compagnie potranno presentare una richiesta di prolungamento, che deve essere approvata in base a una valutazione di impatto ambientale.
Se vince il no (o se non si raggiunge il quorum) le estrazioni di idrocarburi non avranno scadenza certa – prosegue Sacchetti – : in molti casi potrebbero proseguire fino all’esaurimento del giacimento”.

Leggi l’articolo di Giacomo Sacchetti
Notizie collegate
Referendum trivelle, Giustizia e libertà: 7 buone ragioni per votare Sì
Referendum 17 aprile, le consigliere Spinelli e Nardini (Pd): “Voteremo Sì”
Comuni Rinnovabili: Manifesto per l’autoproduzione di energia pulita
‘Petizione “L’Italia non si trivella”: Rottamiamo le trivelle
M5S Europa: perchè votare Sì al referendum trivelle
Referendum 17 aprile, trivella cono flashmob di Greenpeace a Piazzale Michelangelo
Referendum trivelle, 12 artisti con Greenpeace in difesa del mare
Refernendum sulle trivelle, Rossi si esprime ed è SI’
Referendum 17 aprile, ecco perchè fermare le trivelle
Referendum 17 aprile, dossier Italia Nostra: L’Italia non è il Texas

Total
0
Condivisioni
Prec.
Tragedia sul lavoro a Carrara, ritrovati i corpi dei due cavatori dispersi

Tragedia sul lavoro a Carrara, ritrovati i corpi dei due cavatori dispersi

Massa Carrara – Le ricerche sono durate tutta la notte: il primo a essere

Succ.
Referendum trivelle, Libertà e Giustizia: 7 buone ragioni per votare Sì

Referendum trivelle, Libertà e Giustizia: 7 buone ragioni per votare Sì

Milano  – L’associazione onlus Libertà e Giusitizia individua 6

You May Also Like
Total
0
Condividi