
Una questione di mosaico: da una parte quello romano ritrovato durante gli scavi per il parcheggio sotterraneo, dall’altra il nome spirituale di Norberto Vaccari, capogruppo 5 stelle in Comune che appunto si fa chiamare così nel cenacolo intellettuale (a metà strada tra Osho e Freud) dei “Riconoscenti”. Insomma omen, nomen.
I lavori del Vittoria Park comunque proseguono nonostante il ritrovamento di un mosaico di probabile epoca romana appartenuto ad un più vasto complesso residenziale un tempo alle porte della città. Un mosaico abbastanza esteso, probabilmente l’intero pavimento in cocciopesto di una stanza minore della domus ma privo di motivi ornamentali significativi anche a causa dei successivi interventi, a partire da quelli di epoca medievale che ne hanno compromesso la conservazione.
Che la cittadella fosse là sotto lo si sapeva da tempo, che si sarebbero ritrovate testimonianze più o meno significative della Regium Lepidi che fu, altrettanto. Ora la domanda è su come proseguire, sia i lavori (in quell’area vanno avanti scavando a mano) che nel trattamento dei reperti. Probabilmente saranno staccati (almeno i più importanti) ed esposti. Sull’srea dove il cantiere insiste è sempre presente un tecnico della Sovrintendenza, Marco Podini.
Sul fronte politico la polemica è inevitabile; quelli del movimento 5 stelle invocano l’arrivo dei carabinieri, quelli del Comitato “No Park” tuonano “noi l’avevamo detto”. Intanto un gruppo di deputati 5 stelle, tra cui la reggiana Maria Edera Spadoni, ha chiesto nuovamente di bloccare i lavori di scavo in piazza della Vittoria. Per i motivi archeologici di cui sopra e per la regolarità del bando di gara, messa in discussione dagli stessi grillini, nell’esposto presentato contro l’amministratore delegato Final spa Lodetti Alliata.