Psicologo di base, parte l’iter, Vannucci: “Non può essere un lusso, bisogno vero”

Firenze – Proposta di legge sullo “psicologo di base”, la Toscana si attrezza per rispondere a un bisogno molto diffuso e sentito, cui la pandemia ha fatto cassa di risonanza. Un allarme che corre da tempo in regione, ben sintetizzato dal dato da cui emerge che la Toscana è una delle regioni in cui è più alta la richiesta e l’uso di psicofarmaci. Un campanello di allarme che pur suonando in un campo leggermente diverso rispetto alla sfera d’azione dello psicologo e dello psicoterapeuta, è tuttavia indicativo di un bisogno reale, spesso frustrato da ragioni economiche.  Primo firmatario e ideatore della proposta il consigliere regionale del Pd Andrea Vannucci, che, raggiunto da Stamp, ha spiegato le ragioni e la genesi della proposta di legge che comincia in questi giorni il proprio percorso istituzionale.

Com’è nata l’idea di dare risposta a questo bisogno?
“Ho potuto apprezzare, anche per vissuto personale, quanto possa aiutare un supporto professionale in momenti della vita che non sono neanche caratterizabili o classificabili, in cui si ha semplicemente bisogno di aiuto, di un supporto. Un supporto che non deve essere limitato dalle possibilità economiche perché credo debba essere garantito e credo debba essere davvero alla portata di tutti. In buona sostanza, se uno nella vita si trova nelle condizioni di avere bisogno di un supporto, questo non può essere un lusso. Un’esigenza che nasce sì da un vissuto personale, ma anche da un’analisi ragionata su quella che è la capacità di risposta del sistema sanitario nel suo complesso”.
Una critica al sistema toscano?
“Affatto, dal momento che in Toscana il sistema si dimostra, anche nelle difficoltà dovute alla pandemia, ma anche nella gestione della pandemia stessa, un sistema di eccellenza. Grazie innanzitutto alla straordinaria professionalità di coloro che ci lavorano. C’è però un aspetto che non è al momento adeguato al tipo di bisogni che emergono. Abbiamo già un servizio di salute mentale per adulti, per giovani e per adolescenti, emergono dei riscontri sul fatto che siano eccellenti, ma che non riescono a soddisfare la potenziale richiesta e ad essere nella disponibilità della cittadinanza come sarebbe con l’istituzione dello psicologo di base”.
C’è stata una molla concreta che ha fatto scattare la decisione di pensare e presentare una proposta di legge che inserisca questo nuovo servizio nel sistema salute toscano?
“Un altro aspetto che mi ha convinto della necessità delle persone di avere questo tipo di risposta a questo tipo di bisogno, fu un dato emerso in occasione del primo lockdown, ovvero marzo-aprile 2020. Il 16 di marzo, quando ero assessore al sociale e alla sanità del Comune di Firenze, all’interno del call center istituito dal Comune per una serie di servizi dedicati all’emergenza, attraverso la straordinaria collaborazione, totalmente gratuita, dell’ordine degli psicologi, si aprì il supporto psicologico gratuito telefonico. Un servizio di cui usufruirono aperto anche a tutti i cittadini toscani, non solo fiorentini. Dal 16 marzo al 18 di maggio furono registrate oltre 800 chiamate. Un bisogno pregresso che in epoca pandemica è notevolmente accresciuto. Le ragioni sono note, dal momento che viviamo in un momento storico in cui le persone hanno subito una serie di stress inediti, dall’essere chiusi in casa, l’incertezza sul futuro, alla perdita del lavoro, all’incertezza della scuola che significa incertezza nell’avere una formazione per i propri figli, ai figli stessi, che hanno vissuto chiusure lughissime che hanno provocato un’alterazione dei propri universi di riferimento, comprendendo non solo la scuola, ma anche l’attività sportiva e tante altre attività di formazione, ludiche, sociali. Incertezza del presente, incertezza del futuro, che a mio modo di vedere hanno acuito, come dicevo, un bisogno preesistente. Il bisogno di supporto non è nato col covid, è il covid che ha reso questo bisogno più forte, comprese le persone che hanno vissuto in prima linea la pandemia, inclusi i volontari, senza contare l’ondata di lutti legati alla stessa”.
Un’idea dunque che ha avuto un suo percorso, modulato anche dalla pandemia?
“L’idea è maturata all’interno di un percorso che è stato fatto in questo anno dentro la Commissione III del consiglio regionale, come dimostra il fatto che fu già approvata una risoluzione nel marzo dell’anno scorso votata a larghissima maggioranza. Attraverso l’iter degli Stati Generali della Salute, che arriveranno a conclusione in primavera, il disagio psicologico e la necessità di una risposta è emerso come uno degli ambiti in cui è maggioremnte necessario un intervento, oltre alla necessità di intervenire con una certa celerità”.
Come si organizzerebbe il servizio?
“L’ottica in cui si inserisce il servizio, come si legge nella proposta di legge, è quella di inserirlo nel principio di una presa in carico globale della persona e
della sua salute, compresi gli aspetti psicologici. Da ciò deriva la necessità di una stretta sinergia con il territorio e con la medicina di base al fine di offrire un primo livello di servizi di cure psicologiche accessibili a tutti; inoltre, è importante sottolineare che, proprio in quell’ottica di celerità e operando all’interno di un contesto emergenziale pandemico ancora vigente, il servizio di psicologia di base sarebbe svolto da psicologi liberi professionisti in rapporto convenzionale. Naturalmente, una volta a regime, il servizio si strutturerebbe superando l’istituto della convenzione, con l’integrazione in modo organico, delle risorse  professionali degli psicologi all’interno del servizio sanitario regionale”.
Come si accede allo psicologo di base?
“Saranno il medico di base, il medico di fiducia del paziente, il pediatra di libera scelta o altri specialisti a inoltrare allo psicologo di base la richiesta di valutazione e consulenza psicologica. Inoltre, la proposta di legge prevede la realizzazione del servizio da parte di ciascuna azienda unità sanitaria locale, a livello di distretto; in ciascun distretto, ci saranno almeno due psicologi di base”.
Parliamo di soldi, ovvero:  con quali risorse si organizzerà il servizio e con quali modalità verrà organizzato il costo del servizio per i cittadini?
“Per quanto riguarda il primo punto, siamo al lavoro col Presidente Giani e l’assessore Bezzini per individuare le risorse all’interno del fondo sanitario regionale;  per quanto riguarda il secondo, ovvero il costo della prestazione da parte del paziente, il sistema è quello dei ticket”.
Di fatto si tratta di un passo avanti nel riconoscere la rilevanza del benessere psicologico all’interno del passaggio sanità-salute pubblica?
“Il passaggio del concetto di sanità al concetto di salute non è un passaggio solo semantico. Si dà, ovviamente, una grandissima importanza a tutti i problemi fisici, il benessere fisico ha una rilevanza nel discorso pubblico, cosa che non si può dire del benessere psicologico, ma allo stesso tempo benessere fisico e benessere psicologico concorrono al benessere della persona. In questo, secondo me, si sostanzia il concetto di salute con la S maiuscola. Il percorso parte da lontano, dal momento che ci sono stati dei passaggi, compiuti anche da altre regioni che hanno portato la Corte Costituzionale a esprimersi, indicando dei paletti di legittimità costituzionale all’interno dei quali le regioni possono muoversi per istituire questo tipo di servizi. Ciò è avvenuto a dicembre, a gennaio abbiamo depositato la proposta di legge, insieme agli altri firmatari della mozione, dal presidente Sostegni al consigliere Melio, Ceccarelli, Fratoni, Spadi e altri colleghi del gruppo Pd. Come detto anche dal Presidente Mazzeo in conferenza stampa, mi auguro che attorno a questa proposta ci sia la convergenza più larga possibile di tutte le forze politiche”.
Total
0
Condivisioni
Prec.
Il murale di Petani fa fiorire i bagni pubblici dell’Isolotto

Il murale di Petani fa fiorire i bagni pubblici dell’Isolotto

Firenze – In piazza dell’Isolotto a Firenze, l’assessore alle politiche

Succ.
Musica, al Renny Club concerto del quartetto “L’s Soul 4tet””

Musica, al Renny Club concerto del quartetto “L’s Soul 4tet””

Firenze – Continua la programmazione del Renny Club di Firenze (via

You May Also Like
Total
0
Condividi