“Creare l’incontro terapeutico”, questo il titolo del libro, a cura di Rosa Romano Toscani, Daniele Barattini e Gianluca Biggio per i tipi di Alpes, che verrà presentato a Firenze venerdì prossimo.. Ed ecco che alla maggioranza dei lettori, di fronte al titolo di questo saggio a più voci, si para nella mente un lettino col paziente disteso e lo psicoterapeuta che pone domande atte a far scatenare in lui reazioni capaci di estrarre le parti malate, o meglio critiche, dal suo inconscio. Immagine ormai ben radicata nell’immaginario collettivo, che forse rischia di banalizzare uno dei momenti più importanti per il percorso che inizia fra “paziente” e “dottore”. Sul punto, abbiamo raggiunto Rosa Romano Toscani, socia fondatrice della Società Italiana Psicoterapia Psicoanalitica (SIPP) e suo presidente onorario.
“Creare l’incontro terapeutico è la cosa più difficile cui è chiamato un terapeuta. Un punto fondamentale in questo senso riguarda la formazione degli psicoterapeuti, che, per poter svolgere questo lavoro, un lavoro estremamente complesso, impegnativo, profondo, devono prima di tutto fare una analisi personale, per poter poi, attraverso seminari e approfondimenti della teoria psicoanalitica, accedere a quello che, come dice .Bergman, è uno dei training impossibili, ma diventa possibile soltanto se si può riuscire ad avere una formazione sufficientemente adeguata – spiega Romano Toscani – la nostra Società di occupa proprio di questo, sottolineando in particolare l’importanza della partenza della formazione dello psicoanalista, che deve prendere piede proprio su questo versante”.
“Uno dei rischi del nostro lavoro – continua la professoressa – è quello di assimilare una formazione basata sull’introiezione forzata di un certo tipo di addestramento, che produce sottomissione a schemi prestabiliti e quindi l’incapacità di pensare e creare in modo libero e personale il rapporto della coppia terapeutica”.
“Siamo stati una Società “all’avanguardia”, perché abbiamo capito già negli anni ’80 che oltre alla psicoanalisi classica, esisteva la possibilità di adattarsi a quello che erano i bisogni dei pazienti, e quindi, di conseguenza, di creare un setting ad personam, ovvero esisteva la possibilità di riuscire a capire in che modo quel determinato paziente doveva essere accolto, in che modo poteva e doveva avere quel supporto necessario per arrivare a capire le proprie problematiche e superarle”, spiega la psicoanalista.
“Tutto questo lavoro sfocia in quello che io e i curatori Daniele Barattini, e Gianluca Biggio, abbiamo pensato come la possibilità della creazione di un rapporto ad hoc, che ha a che fare non soltanto con una formazione ortodossa (che pure c’è) ma che si apre anche ad altri scenari, ed è capace poi, nel momento in cui sono stati istituiti i servizi sociosanitari, anche di occuparsi del lavoro non solo nel privato, ma anche nel pubblico”.
La teoria psicanalitica, dopo esserci entrata, è anche rimasta negli studi professionali “ed è andata nel pubblico” dice la professoressa. “Ciò le ha permesso di trattare approcci in una maniera diversa rispetto all’ortodossia, pur mantenendovi saldamente le basi. Il “creare” significa dunque l’avere alle proprie spalle tanti altri strumenti: letterari, artistici, dal momento che, come diceva Freud, abbiamo molto da imparare dalla letteratura, dall’arte, dai tanti aspetti che costituiscono la persona a tutto tondo dello psicoterapeuta psicoanalitico”.
“Questo libro è un punto di arrivo e un punto di partenza. Un punto di arrivo perché molti soci della nostra Società, la SIPP, sono presenti al suo interno e ognuno parla con la propria voce, facendo emergere in che modo (o in quante diverse modalità, ndr) un paziente possa essere in qualche maniera aiutato. Vengono approfonditi i temi dell’arte utilizzabili come strumenti che possono ampliare il campo terapeutico, ma anche strumenti che hanno a che fare col perché un paziente sta in silenzio in una o più sedute e cosa può significare questo, all’interno di una economia psicologica della persona e anche della coppia terapeutica; tirando le fila, si tratta di una polifonia di voci che pensiamo di portare avanti per dare un segno importante di quello che la Società Italiana di Psicoterapia Psicoanalitica sta creando nella società contemporanea culturale”.
In pratica, dal momento che il creare il rapporto con il paziente è il punto fondamentale da cui si dipana il percorso di relazione della coppia terapeutica, il libro, che verrà presentato venerdì 25 settembre alle 18 presso Feltrinelli Red in piazza della Repubblica a Firenze, si offre come uno strumento polifonico che ha il fine di ampliare il più possibile le modalità con cui creare l’incontro terapeutico.
Una prospettiva che fa giustizia di “luoghi comuni, modelli prefissati o schemi obsoleti”, ma illumina “uno spazio potenziale, un conosciuto non pensato, atopie, distopie, utopie, uno spazio dinamico germinativo”.
Un approccio che, nella sua apertura e libertà, si ricollega a quello che Matte Blanco considera l’antinomia costituzionale dell’essere, ovvero i due modi dell’essere, tra essi anaclitici, ovvero che possono svolgersi solo appoggiandosi l’uno sull’altro.: la logica dividente, simile al pensiero, e quella indivisa, simile all’emozione. Partendo da questo approccio, lo studio della psicanalisi “si è ampliato verso una teoria delle relazioni oggettuali, che poi da vari autori è stata approfondita mettendo in rilievo l’importanza della coppia terapeutica, nel senso di creare l’incontro terapeutico come fondamento della terapia. La creazione deve essere adatta ad ogni paziente, in quanto persone diverse: il terapeuta deve avere molti registri dentro di sé per far fronte a questa professione delicata e bellissima, che però rischia di venire snaturata proprio a partire dal suo punto fondamentale, la creazione dell’incontro terapeutico, dall’avvento di tutte le piattaforme online che propongono terapie brevi, che creano a mio parere situazioni di grande dissonanza rispetto a quella formazione in cui crediamo. E’ una grandissima responsabilità, lo ribadisco, avere in carico chi chiede aiuto”