Nuova puntata del processo per il naufragio della Costa Concordia. Presso il Teatro Moderno, sul palcoscenico prestato alla giustizia per ospitare le numerose parti coinvolte nel processo, è stata ascoltata un’intercettazione nella quale si sentono discorrere l’ufficiale di macchina Hugo Di Piazza ed un amico. “C'era gente che cadeva in acqua, c'era chi nuotava, altre persone sbattevano da una parte all'altra della nave come palline del flipper”, racconta il marittimo nell’intercettazione ascoltata oggi, lunedì 28 aprile, a Grosseto. Sempre nella giornata odierna avrebbe dovuto comparire al Teatro Moderno del capoluogo maremmano un’altra testimone, la passeggera Angela Blanc, che invece era assente per motivi di salute. Quest’ultima avrebbe dovuto riferire sulla morte dell’amica Gabriele Grube, una delle 32 vittime del naufragio del 12 gennaio 2012.
È stata anche ascoltata la testimonianza di Andrea Lachi, maggiore dei carabinieri secondo il quale parte dell’equipaggio avrebbe ironizzato sulla richiesta di una motovedetta della Guardia di Finanza per trainare la Concordia ferita dallo squarcio dovuto all’urto con lo scoglio delle Scole. Fu l’ufficiale cartografo della Concordia, Simone Canessa, a chiedere l’intervento della motovedetta, secondo la ricostruzione di Lachi su ordini impartiti dalla plancia di comando. Le parti civili si sono appellate anche a questa circostanza per sottolineare ancora una volta che l’emergenza venne gestita in maniera approssimativa dall’equipaggio di Costa Crociere. L’avvocato Donato Laino, uno dei difensori del capitano Schettino, però, ha ribattuto spiegando che “il comandante non chiese alla motovedetta della Guardia di Finanza di trainare la Concordia ma richiese un intervento per stabilizzare la prua con un cavo”.