Firenze – La Fondazione Toscana per la Prevenzione dell’Usura nasce nel 2004. Dalla sua costituzione, ha registrato 27.206 colloqui e 4.267 finanziamenti istruiti, di cui 2.396 sono stati accolti dalle banche convenzionate, per un importo complessivo pari a circa 118 milioni di euro: 1.283 sono i prestiti rateali stanziati dalle banche, per circa 18,6 milioni di euro; 1.113, per circa 99,4 milioni di euro, sono i finanziamenti sotto forma di mutui ipotecari destinati a mantenere l’abitazione principale.
I dati più recenti mettono in luce i motivi che hanno portato soggetti in difficoltà economica a chiedere l’aiuto della Fondazione Toscana per la Prevenzione dell’Usura, che sono: lo stato di crisi dell’azienda (32%), seguito da sovraindebitamento per uso non corretto del denaro (27%), malattia propria o di familiari (12%), perdita o sospensione del posto di lavoro (10%), razionamento del credito da parte di intermediari finanziari (7%), separazione o divorzio (5%), difficoltà di accesso al credito (5%) e gioco d’azzardo (3%). Le persone che si rivolgono alla Fondazione sono soprattutto nella fascia di età 56 – 60 anni (22%) e over 65 (18%), seguiti dalle fasce più giovani.
In questi 18 anni di attività tuttavia una svolta nei richiedenti c’è stato una sorta di ricambio sociale che la dice lunga sul nostro Paese. “Principalmente si tratta della ex classe media – dice il presidente della Fondazione, Lelio Bassi – persone che avevano preso impegni responsabilizzati per ricostruire la casa, ripararla, metterla in condizioni pù idonee. Impegni presi perché avevano la capacità economica per fare fronte alle rate, ai prestiti, ecc. Con l’aggravarsi della stiuaizone conomico-sociale, che ha significato perdita di posti di lavoro, contrazione delle ore lavorate e via di questo passo, non riescono più a soddisfare i pagamenti. Si trovano in una crisi enorme, la classe media è oggi la più bisognosa. I meno abbienti spesso possono godere di contributi, aiuti, servizi, mentre le persone che godono di un certo reddito, se lo perdono anche solo in parte, non ce la fanno più a mantenere gli impegni che avevano assunto in tutta responsabilità”.
Sono questi gli utenti che è molto importante che si rivolgano ai centri di ascolto della Fondazione per la Prevenzione dell’usura, come spiega il presidente Grossi, prima di finire nella black list dei cattivi pagatori, magari perché si temporeggia “ad affrontare i problemi sperando di ottenere contributi o sospensioni di pagamenti in scadenza senza valutare il rischio”. Infatti, la caduta nella lista di cattivo pagatore diventa l’acceleratore della fine, aumentando a dismisura il rischio per le famiglie, le aziende, i singoli, di incappare in reti usurarie con grave rischio non solo di perdere tutto, ma anche, a volte, di finire in spirali di violenza mai contemplate in una esistenza più e meno ordinaria.
Come funziona – La Fondazione per la prevenzione dell’usura, che è presente con 44 sportelli in Toscana, non eroga direttamente prestiti e sussidi, ma fornisce alle banche convenzionate le garanzie necessarie per consentire alle persone interessate di accedere a forme di credito ordinario, quali prestiti rateali e mutui a condizioni agevolate per estinguere passività pregresse o fronteggiare spese necessarie e impreviste. Altri fronti che vedono impegnata la Fondazione sono la consulenza nella riorganizzazione dei bilanci di famiglie e microimprese e il contrasto del gioco d’azzardo patologico. Quest’ultima attività passa dal coinvolgimento delle famiglie delle persone ludopatiche e dalla collaborazione con la Regione Toscana e l’Università degli Studi di Siena per formare sempre di più anche il mondo del volontariato su questo ambito. Forme di assistenza sono rivolte, infine, ai cosiddetti “debitori incapienti” che non riescono a soddisfare i propri creditori, puntando su una maggiore conoscenza della legge 3/2012 sull’esdebitamento. Quest’ultima, in particolare, disciplina i procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento da parte di soggetti privati e aziende agricole.
I fondi a disposizione – Il Fondo Speciale Antiusura messo a disposizione dal MEF è utilizzabile solo per il rilascio di garanzie alle banche convenzionate ed è pari a circa 19 milioni di euro al 31 agosto 2022. Inoltre, la Fondazione gode di un Fondo costituito dalla Regione Toscana per il rilascio di garanzie integrative per mutui ipotecari, pari a 1,5 milioni di euro. La Fondazione è un’eccellenza in campo nazionale, tanto che i finanziamenti erogati dalle banche – concessi sulla base delle garanzie messe a disposizione della Fondazione attraverso il Fondo Speciale Antiusura del MEF – rappresentano il 24 per cento di quelli concessi su tutto il territorio nazionale. Da sottolineare il fatto che l’importo delle garanzie alle banche convenzionate a favore degli utenti, prevede la concessione di un finanziamento con importo massimo di 30mila euro, sotto forma di prestito con rimborso massimo in 5 anni, e di 200 mila euro sotto forma di mutuo assistito da ipoteca, anche non di primo grado e con rientro massimo in 20 anni.
“La Fondazione per la prevenzione dell’usura gode di una grande fiducia sono da parte del Ministero – aggiunge la consigliera regionale Anna Paris, senese, che da sempre si occupa del tema, prima firmataria di una mozione approvta dal consiglio regionale nel marzo scorso in merito al sostegno regionale alla Fondazione Toscana per la prevenzione dell’usura – sono anche sottoposti a controllo del Mef, e si tratta di una squadra di grande professionalità, bancari, tutti volontari”, Inoltre, lo Stato è intenzionato, viste le contingenze storiche, a integrare il Fondo. “Circa i mutui – spiega Paris – sono garantiti al 50% dai fondi statali, per il 25% da un fondo regionale risalente al 2015, nella legislatura precedente. Su questo stavamo chiedendo delle integrazioni. Questo è stato uno strumento importante per salvare l’abitazione, coperta da garanzia al 75%, mentre ora la proposta è di portare la copertura al 100%. Sarebbe una svolta importante”, importantissima, aggiungiamo noi, vista la situazione drammatica in cui versa il problema abitativo, e la sua capacità di corrosione proprio delle sicurezze della ormai a pezzi classe media.

Come è organizzata la Fondazione – la Fondazione Toscana per la Prevenzione dell’Usura Ets, nata nel 2004 e riconosciuta dalla Regione Toscana, è iscritta nel Registro regionale delle persone giuridiche private e all’Albo delle Fondazioni antiusura che svolgono prevenzione dell’usura sotto il controllo diretto del MEF, Ministero dell’Economia e delle Finanze. Nel 2005 ha rilevato e proseguito le attività di Prevenzione Usura e di Microcredito di Solidarietà svolte dall’Arciconfraternita di Misericordia di Siena e, da allora, ha sviluppato collaborazioni con le prefetture toscane, Università ed enti locali. I centri di ascolto sono aperti a persone, famiglie e micro imprenditori residenti o con sede in Toscana e contano sulla presenza di personale volontario, in gran parte ex dipendenti di banca con adeguate esperienze e professionalità. La sede centrale è a Siena, i centri di ascolto 44 in Toscana e consta di una rete di 150 volontari impegnati ogni giorno nell’assistenza e consulenza gratuita per aiutare chi non riesce ad accedere al credito bancario ordinario. Le attività della Fondazione contano sul supporto della Regione Toscana, che ha messo a disposizione un numero verde dedicato al servizio e che oggi, venerdì 14 ottobre, ha ospitato nella Sala Pegaso la presentazione della nuova campagna di informazione della Fondazione, in arrivo su tutto il territorio toscano con lo slogan “Non sei solo con i tuoi problemi economici!”. La campagna punta sulla promozione di un numero verde – 800.860.070 da fisso e 055.4385920 da cellulare – e del sito nonseisolo.
“Da 18 anni – conclude Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana – la Fondazione toscana per la prevenzione dell’usura Ets svolge un’azione meritoria a fianco di quelle persone che, per situazioni di forte indebitamento, rischiano di cadere nelle mani di profittatori e usurai entrando in un vortice senza fine. La Regione Toscana sostiene questa azione che, in questa fase, è ancora più importante: le conseguenze della pandemia, la crisi energetica, l’inflazione in crescita sono, infatti, condizioni che alimentano il rischio di sovraindebitamento. È quindi necessario che chi si trovi in condizioni-limite possa avere il necessario supporto. La Fondazione, con la sua rete diffusa nel territorio, può rappresentare un appiglio competente e sicuro per singoli, famiglie e microimprese”.