Firenze – Prima volta del nuovo consiglio comunale uscito dalle ultime amministrative, ed è già maretta. Casus belli, la presidenza del consiglio comunale . A sorpresa (delle opposizioni, tranne Italia Viva Centro che era stata avvertita, come dice il capogruppo, ex sindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Casini, che tuttavia preannuncia scheda bianca) il Pd cala un nome: Cosimo Guccione. Opposizioni spiazzate. Eppure, c’era stata la richiesta da parte dell’intero arco di opposizione, di un’apertura di dialogo con la maggioranza per potere avere, almeno, un nome condiviso. Nulla. Nessuna interlocuzione, il Pd cala la carta Guccione. Prendere o lasciare, l’impressione è che la maggioranza si voglia rendere conto subito, al primo giro, della sua forza reale. Insomma, si fa subito la conta.
La cosa non va giù. Da parte di FdI, la nuova capogruppo Sirello lo dice chiaro, annunciando tuttavia scheda bianca. Forza Italia, con il nuovo capogruppo Alberto Locchi, si accoda. La fanno più grossa Palagi ,Spc e Del Re, Firenze Democratica, che annunciano che voteranno Luca Milani. Lo fa per primo Dmitrij Palagi, spiegando di non aver votato per Milani nel 2019 ma di farlo convintamente ora, dopo una presidenza trascorsa in tempi difficili e Milani avendo saputo svolgere, oltre al ruolo di tutela, anche un giusto ruolo politico, Posizione sposata da Cecilia Del Re, ex assessore di giunta e ora leader e capogruppo della civica Firenze Democratica.
Si passa al voto, i consiglieri vengono chiamati uno ad uno a votare con voto segreto. Lo spolio va vanti con una certa attesa, sebbene il risultato sembri scontato. E così è: alla prima votazione, Guccione non raggiunge la maggioranza richiesta, 21 voti a favore, 3 per Milani, 10 bianche, 2 nulle. Non c’è la maggioranza richiesta dei 2 terzi, si passa alla seconda votazione.
Seconda dichiarazione di voto, e qui a calare la carta è Italia Viva Centro. E’ Francesco Casini ad annunciarlo:. “Ci uniamo nella votazione di Cosimo Guccione”. Motivi: “siamo qui per velocizzare e per costruire”. In altre parole: si spacca il fronte unito delle opposizioni, Italia Viva tende la mano alla maggioranza e la trae d’impaccio. Un sistema strutturale, l’annuncio di ciò che avverrà, un stare in maggioranza senza starci, mani libere, la dimostrazione che il Pd volveva, con la calata sul tavolo del nome di Guccione, comunicato, guarda caso, alla sola IV Centro fra i partiti d’opposizione, quelli che avevano chiesto un nome (anche di maggioranza) condiviso?
Il dito nella piaga lo mette Palagi, nella sua dichiarazione di voto seconda, che sottolinea “già alla seconda votazione, la convergenza con la maggioranza di Italia Viva e Centro, cosa che non stupisce – continua – . visto il comportamento già tenuto precedentemente, il profilo ambiguo della vicepresidenza nella consiliatura trascorsa”, e , constatando che “Il fronte dell’opposizione, con la scelta di IV , un po’ si sgretola, bene, si capiscono le dinamiche politiche. Ribadiamo il nostro voto per Luca Milani”.
A metterci una pezza cerca di correre Grazzini, di IV-Centro, parlando del fatto che la prima votazione era un messaggio politico, e tutelando con un bel ringraziamento le due consigliere e l’assessore Meucci nella scorsa consiliatura. Rivolto al consigliere Palagi: “Velocizziamo, non facciamo bandierine”.
Il consigliere di centrodestra Sabatini ironizza: “Da IV a Italia Mobile, ascoltiamo con una certa sorpresa la posizione di Italia Viva Centro. Il centrodestra continua a mantenere ferma la nostra posizione di scheda bianca”.
Anche Del Re attacca: “Provo meraviglia per le dichiarazioni di IV, dal momento che la velocizzazione non è rispetto per le istituzioni. Prendiamo atto di questa posizione di fronte a un atteggiamento di mobilità e instabilità tenuto da IV in tutta la campagna elettorale”.
Parte il secondo turno di voto. Spoglio, risultato: 9 bianche, 1 nulla, 22 Guccione, 4 Milani.
Terza volta, di nuovo al voto. Ora, serve la maggioranza semplice. In altre parole, si va al ballottaggio Guccione-Milani. In campo, giunge anche AVS, che ha condiviso il nome di Guccione e che ribadisce la distanza che separa AVS e le opposizioni, fra cui Spc, attraverso l’intervento di Caterina Arciprete. Nessuna parola sulla richiesta di dialogo e condivisione da parte delle opposizioni, ma una ferma dichiarazione di condivisione con la maggioranza in cui siede, a scanso di dubbi che, a dire il vero, non sono stato affatto sollevati da nessuno.
Si riparte per il terzo giro, che dovrebbe essere quello buono, a maggioranza semplice. E la storia finisce in anticipo con l’applauso liberatorio della maggioranza che senza nessuna condivisione e al terzo giro, a maggioranza semplice, riesce a portare a casa il risultato: Guccione 24, Milani 4, schede bianche sei, schede nulle 2. Cosimo Guccione è presidente del consiglio. Si vota la delibera. Festeggiamenti già in corso. Con “l’aiutino” di IV-Centro. Se questa sarà la prossima dinamica della vita del consiglio, sarà il tempo a dirlo.
Cosimo Guccione siede sullo scranno di Milani, applausi e discorso, Milani inaugura un gesto che forse diventerà consuetudine, la consegna degli Statuti della Repubblica Fiorentina tradotti in volgare. La maggioranza respira, IV-Centro pure.