Prato Calcio, e se la soluzione stesse nella mani del Dragone?

Prato- Il Prato Calcio raggiunta in extremis la sospirata salvezza deve proiettarsi di slancio verso l’immediato futuro. Scampato il pericolo di scendere in serie D – da una quarantina di anni il Prato milita in quella che è definita serie C – ora deve risolvere alcuni urgenti problemi societari per evitare, nella prossima annata di tornare a soffrire e rischiare come è accaduto nel campionato appena concluso.

Il primo e diremmo più importante problema è dare un assetto solido, anche sotto il profilo economico, alla società. La famiglia Toccafondi, proprietaria da una vita del Prato, dovrà operare per creare le condizioni, cioè trovare altri capitali, perché la società disponga dei soldi necessari per varare una squadra competitiva.

Perché allora non tentare di coinvolgere la comunità cinese (tra l’altro va di moda cercare sponsors asiatici) alla quale servirebbe anche per favorire un’integrazione più completa e più fattiva con i cittadini pratesi.

E’ in atto, invece, un’operazione che dovrebbe portare il club calcistico ad una gestione di azionariato popolare realizzato con il coinvolgimento diretto della tifoseria. Una soluzione possibile, da applausi per quei sostenitori disposti a mettere i loro soldi pur di aiutare il calcio della città. Ma forse i rischidi creare un direttivo compatto sono molti perchè il football è un’azienda atipica. Particolare. Tanti soci, tante idee spesso una diversa dall’altra. E chi mette i soldi spesso vuol comandare.

L’esperienza insegna invece che a decidere devono essere solo tre : il proprietario, l’allenatore ed il direttore sportivo. Su una decisione sembra esservi, intanto, unanimità : la conferma dell’allenatore, il fiorentino Roberto Malotti, che è riuscito a compiere il “miracolo” di tenere la squadra nella Lega Pro. Inoltre è necessario ristabilire un rapporto positivo e di collaborazione con la tifoseria, da tempo in crisi, indispensabile per raggiungere qualsiasi obiettivo. Magari inserendo qualche rappresentante in quello che sarà il nuovo consiglio direttivo.

 

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