Prima ancora che nel terreno sotto piazza della Vittoria, le crepe si aprono nel Pd. Dopo l’invito a “riflettere” dell’assessore Matteo Sassi, a mettere in discussione il parcheggio sotterraneo sono tre presidenti di Circoscrizione: Roberta Pavarini, Gianni Prati e Fausto Castagnetti. I tre hanno firmato una lettera dai toni delicati, che lascia trasparire però la profonda contrarietà alla prosecuzione dei lavori. Il cantiere, però, è già stato aperto e l’amministrazione non sembra intenzionata a fare marcia indietro.
Il parcheggio rischia però di trasformarsi in un vero e proprio boomerang in vista delle elezioni amministrative della prossima primavera: il cantiere provocherà numerosi disagi ai residenti e i lavori rischiano di essere rallentati dalla presenza di reperti archeologici, come ha sottolineato la Soprintendenza. Ma la domanda fondamentale è: si tratta di un’opera necessaria?
Se lo chiedono anche i tre presidenti che hanno firmato la lettera. E dalle loro parole la risposta è evidentemente negativa. Perché ci sono già i parcheggi scambiatori, perché c’è la crisi e mancano i soldi per i servizi essenziali e per completare le piste ciclabili. “Non ci pare – scrivono – che Reggio abbia bisogno adesso di 247 posti auto per aumentare la qualità delle relazioni chi si animano nel centro”.
L’invito a “riflettere” si trasforma in una velata accusa quando i firmatari della lettera scrivono che “i cittadini hanno bisogno di comprendere le scelte dell’Amministrazione che non devono apparire monolitiche , ma capaci di interfacciarsi e dialogare con loro ed adeguarsi al mutare della città, organismo vivente e non statico o inerziale”.
Nonostante il fronte del no al parcheggio si stia allargando giorno dopo giorno, i lavori stanno proseguendo. E in autunno le ruspe cominceranno a scavare.