Piano operativo comunale, sì del consiglio, ora 80 giorni per le osservazioni

Firenze – Un piano innovativo che segna anche una svolta. E’ il senso che, nella lunga disanima del Piano operativo comunale oggi in consiglio, uno degli strumenti più importanti per la configurazione della faccia della Firenze del futuro, l’assessore Cecilia Del Re dà al nuovo atto sottoposto al consiglio comunale. “Un Piano che si pone in discontinuità con i precedenti piani urbanistici, perché è il primo post pandemia, frutto delle riflessioni compiute con gli assessori comunali, i quartieri, la città intera. Riflessioni che si ritrovano dentro il Piano operativo, con delle scelte in controtendenza: no alla turistificazione della città e quindi la scelta più coraggiosa che facciamo è il blocco verso il turistico-ricettivo, siamo la prima città in tutta Italia a farlo, e lo facciamo anche perché cerchiamo di attrarre altri investimenti in città”.

Altro punto, pesante come una pietra, almeno nelle dichiarazioni dell’assessore: sì alla “città pubblica”. Stop alle dismissioni degli immobili dunque, “che precedenti amministrazioni hanno attuato anche per necessità di bilancio, oggi grazie alle risorse europee ed anche grazie a un cambimaneto rispetto agli oneri di urbanizzazione e monetizzazione che dentro a questo Piano operativo abbiamo inserito, modificando una norma di 18 anni fa, che non era mai stata toccata, aprimao all’acquisto di immobili per dare risposte soprattutto su tema della casa e degli aloggi per studenti, che è una altra, grande emergenza cui dobbiamo fare fronte, ovvimante con gli altri enti copetenti, Regione Toscana e Azienda regionle per il diritto allo studio, Universit di Firenze in prmisi, perché il pubblico deve fare il pubblico”.

Obiettivo finale, una città “sempre più prossima e a misura di cittadino”, con il tema della mappatura dei rioni e dei servizi a 15 minuti, tema che “entra sempre in una logica di città post pandemia dentro nuovi strumenti urbanistici, come entra per la prima volta la mappatura delle isole di calore”, diretta filgiolanza dei cambiamenti climatici che stanno stravolgendo il mondo, e che “stanno e devono stare al centro della pianificazione uranistica con scelte anche coraggiose come quella sul fotovoltaico”. Scelta compiuta, sottolinea De Re, anche a costo di discostarsi alla fine dal parere della Sovrintendenza. Ma altri temi, delicati, incombono, come quelli dell’urbanistica di genere, che fa entrare in lizza la città progettata secondo i bisogni di tutti e tutte, e il tema dell’accessibilità,  con l’accordo di ricerca delle linee generali del Dida, che entrano dentro il Piano operativo e portano un nuovo metodo dell’amministrazione per lavorare su questo fronte”.

Per quanto riguarda l’iter,  dopo la fase di adozione in consiglio comunale,  si apre il periodo di 80 giorni per le osservazioni (modificato infatti il termine di 60 giorni precedentemente rispettato) che saranno poi votate da giunta e Consiglio.

Nello specifico, fra i vari interventi, sulla questione abitativa ci sono alcune novità. Il pacchetto per sostenere l’abitare e la popolazione prevede nfatti alcune novità, fra cui oneri e monetizzazioni usati anche per l’acquisto di un nuovo patrimonio immobiliare da adibire ad housing sociale o co-housing e per ristrutturare il patrimonio abitativo Erp esistente; student housing e senior housing dentro il concetto di ‘housing sociale’; l’alloggio minimo rimane di 50 mq in centro storico mentre in zona A viene introdotto il nuovo criterio della superficie edilizia media (50-55-60) per limitare il numero di frazionamenti, dando al contempo maggiore flessibilità nell’uso dello spazio. Inoltre, nelle convenzioni con il privato viene previsto un abbattimento degli oneri a fronte dell’inserimento di un divieto almeno decennale di utilizzare gli alloggi per affitti turistici brevi e attività extra ricettive; per i nuovi studentati privati, il 20% delle camere sarà destinato agli studenti bisognosi dell’Università di Firenze che saranno gestite direttamente dall’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario, mentre la possibilità di aprirsi al turistico-ricettivo per queste strutture viene limitata da 90 a 60 giorni all’anno e nei soli mesi di luglio e agosto.

Fra i vari aspetti destinati a sollevare ulteriore dibattito e a ripresentarsi nel corso del periodo dedicato alle osservazioni,  quello della cosiddetta “indifferenza funzionale”, che dovrebbe “dare una mano” a determinate situazioni, come specifica la stessa assessore Del Re rispondendo al consiglio, ovvero APS, terzo settore e luoghi di culto. “Tutti i luoghi di culto – sottolinea Del Re – sappiamo che su Firenze esiste in particolar modo un tema, ma è ovvio che diamo a tutte le comunità religiose la medesima opportunità. Non sarà una liberalizzazione tout court, nel senso che perché una APS, o un luogo di culto, possa insediarsi in un detrminato immobile ci sarà sempre la verifica di determinati requisiti edilizi”.

“Non ci sembra opportuno, da parte del Comune di Firenze, mettere in campo una soluzione che invece di offrire strumenti concreti per superare le conflittualità, di fatto scarica il problema sui privati, con un provvedimento che non aiuta le comunità religiose e in primis quella islamica che ad ora è impantanata in una situazione di stallo e contenzioso” commentano la segretaria del Sunia Laura Grandi e Grazia Galli di Progetto Firenze.

“Di fatto, il provvedimento pone le comunità nella necessità di doversi confrontare da sole in contenziosi facilmente prevedibili. D’altra parte, che l’indifferenza funzionale così come prevista dall’articolo 71 comma 1 del Codice del terzo settore possa facilitare l’insediamento di luoghi di culto sembrerebbe in conflitto con i chiarimenti in materia espressi nell’ordinanza del Consiglio di Stato, sez.VI, n. 6176/2018, e dalla nota 3734 del 15 aprile 2019 prodotta dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali. In entrambi i documenti si esplicita che lo svolgimento di attività di culto in forma non occasionale non rientrano tra le attività per le quali è possibile avvalersi della deroga alla normativa sulle destinazioni d’uso prevista dall’articolo 71 del d.lgs. 117/2017 “, cocludono Galli e Grandi.

“Ringrazio il consiglio comunale per l’adozione del Piano operativo – ha detto il sindaco Dario Nardella -, primo atto che ci porterà nei prossimi mesi a portare nello stesso consiglio la definitiva approvazione. Ringrazio altresì l’assessore Del Re e tutta la giunta nonché gli uffici tecnici per il lavoro che ha portato a questo risultato. Il Piano operativo rientra tra i principali atti amministrativi che danno forma all’azione di governo dell’ente permettendoci così di offrire ai cittadini e alle istituzioni pubbliche e private un quadro di regole certe e di lungo periodo. In questo modo possiamo proseguire la grande azione di rigenerazione urbana e di sviluppo urbano della città nel segno della sostenibilità e dell’attenzione al mondo del lavoro, ai più fragili, alle imprese virtuose e agli investimenti che fanno crescere la comunità”.

 

 

 

 

 

 

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