“Regole garantiste per una competizione aperta”: così Roberta Ibattici, della segreteria organizzativa del Pd reggiano risponde “ufficialmente” all’aspirante candidato sindaco Ernesto D’Andrea che si era lamentato dei meccanismi, a suo modo di vedere troppo pretenziosi, di raggiungere il quorum per le primarie del 2 marzo. Specie il numero di firme richiesto, 650 e il numero necessario di firmatari iscritti al partito, 260.
In realtà per esempio nella vicina Modena le regole sono più ferree e i numeri richiesti superiori; ma D’Andrea, sul quale una certa stampa ha cominciato a sprigionare fuoco poco amico, teme che dietro le decisioni organizzative ci sia la volontà di far passare la voglia agli outsider, veri o presunti che siano. Un dibattito tutto interno che cade puntuale ad ogni stormir di regole da primarie.
Intanto il popolo Pd si divide sui social network, vero e proprio sfogatoio che permette di dire la propria senza compromettersi troppo: dopo l’incontro tra Renzi e Berlusconi sul possibile accordo in merito alla legge elettorale, i “puristi” guidati da Dario De Lucia prendono le distanze dai “realisti”. “Non si tratta coi pregiudicati”, dicono i primi, “ma ci abbiamo governato assieme fino a ieri”, rispondono i secondi dando prova di essere più avanti nell’applicazione di quella realpolitik di bismarckiana memoria. Anche il super-realista Delrio è finito nel mirino dei duri e puri specie dopo aver twittato una citazione bob-dylaniana a proposito dello scottante faccia a faccia. “Sono i tempi del cambiamento”, ha cinguettato il ministro trovando un file-rouge tra il ’68 e l’inciucio Rottamatore-Caimano.
Nel frattempo lo scenario dei potenziali listoni elettorali travestiti da movimento si anima ulteriormente. Dopo Reggio Città aperta di Francesco Fantuzzi (che guarda più a sinistra), Grande Reggio altresì detta Cirenaica (che guarda fissa al centro), il cartello di Filomena De Sciscio (che guarda dabbasso, cioè al sud) arriva la trasformazione di Progetto Reggio. Gli ex leghisti Matteo Iotti e l’ex onorevole (caduto in disgrazia per il suo legame con Bossi) Angelo Alessandri hanno presentato “Io cambio” (che guarda a destra): nemica giurata l’Europa.