Il Pd dell’Emilia-Romagna ha ufficialmente un nuovo segretario: Paolo Calvano, la cui salita al soglio di segretario era annunciata da tempo, è stato proclamato questa mattina dall’assemblea dem riunita a Faenza. “Non è il momento dei musi lunghi che vedo nei circoli, è il momento dell’orgoglio”, ha scandito il neo-segretario tra gli applausi della platea.
Quanto alla fuga degli iscritti (sono scesi a 57mila in Emilia-Romagna), Calvano ha annunciato che presto verrà installato “il conta iscritti sul sito, non abbiamo niente da nascondere, ma ci faremo misurare anche gli elettori”. Tra le tante defezioni, il segretario saluta i nuovi arrivi. Ai 2.500 giovani nuovi iscritti “domani scriviamo una lettera di benvenuto”. Agli iscritti Calvano vuole dare più peso, ad esempio “il segretario regionale lo devono eleggere gli iscritti”, ma pensa anche ad un albo sempre aperto per i 430.000 elettori delle primarie e ad una scuola di politica regionale.
“Non sono Messi né Maradona – ha aggiunto Calvano – ma da calciatore so che le partite si vincono se si gioca di squadra e io in Emilia-Romagna voglio giocare così”. Così è nato anche l’accordo di vertice con gli altri quattro ex candidati (Stefano Caliandro, Antonio Mumolo, Enrico Campedelli e Giuditta Pini) che gli ha spianato la strada della segreteria senza passare dalle primarie. “Ora abbiamo un compito complicato, dimostrare che non siamo stati insieme per necessità. Ma fare un congresso unitario in Emilia-Romagna, dove ci sono frizioni importanti, ha una grande valenza nazionale”.