50 sfumature di grigio, alias love story tra un manichino e un cocker

50 sfumature50 sfumature di grigio

Regìa: Sam Taylor-Johnson.

Interpreti principali: Jamie Dorman, Dakota Johnson.

USA 2015.

Onestà intellettuale impone che si confessi prima di procedere: mai letto il libro (e mai lo leggeremo) e predisposizione d’animo al massacro, così, a priori, per antipatia epidermica verso un successo planetario. Per restare in tema è solo per intima perversione che ci siamo sciroppati “50 sfumature”, per stroncarlo, per smembrarlo, per bruciarlo e disperderne le ceneri.

Invece, nostro malgrado, siamo costretti a parlare di uno dei tanti film “guarda, passa e dimenticami senza rimpianto”, non un capolavoro ma nemmeno una Boiata Maxima, a patto che lo si guardi come storia d’amore complicata dalle di lui attitudini e non come una pellicola scandalosa e pruriginosa. Perché se mai vi è capitato di leggere un romanzo del marchese De Sade o di guardare uno degli ultimi film di Lars Von Trier, beh, fate fatica a scandalizzarvi con le “sfumature”, che non a caso sullo schermo sono vietate ai 14 e non ai 18 anni. Del resto i sedicenti momenti erotico-peccaminosi sono centellinati col contagocce (alias due buffetti, una benda e poi via di tradizionale cesello), per la disperazione, immaginiamo, di patiti di dominazioni e sottomissioni.

Più che altro questo film è una sfida tra chi mostra più pettorali (lui) o tette (lei). E così arriviamo alle note per noi che volevamo massacrare le “sfumature”: i due protagonisti sono credibili come Babbo Natale, sciolti come potrebbe esserlo Fedez alle prese con la Traviata.

Lei è bella ma gioca a fare la bruttina impacciata, è pettinata come un cocker bagnato, basta niente per mandarla su di giri e, soprattutto, è una giovane donna (bella, ripetiamo) che non ha mai consumato e nemmeno ci è andata vicino (state ridendo assieme a noi?).

Lui è bello, ha lo sguardo rassicurante di Norman Bates e la sensualità di un manichino, però smuove gli ormoni dell’universo femminile (cinematografico).

Lei fa l’ingenua: “Cosa sono i dilatatori anali?” domanda a un certo punto al suo bello. Oh, ciccia, secondo te cosa sono?

Lui è ricco da far schifo, parla, regala, paga, la porta in elicottero, dice che non fa l’amore ma solo sesso, che vuole dormire da solo, che è tutto d’un pezzo e bla bla bla. Ma intanto scodinzola dietro la sua bella, proprio come un cocker.

Il film non ha un finale, quindi il manichino e il cocker torneranno sugli schermi. Buon per loro.

Il venditore di medicineDa recuperare e da vedere

Il venditore di medicine

Regìa: Antomio Morabito.

Interprete principale: Claudio Santamarina.

Italia 2013.

Discesa agli inferi, personale e professionale, di Claudio Santamarina informatore medico. Più Isabella Ferrari capo senza scrupoli e Marco Travaglio incorruttibile (forse) luminare. La telecamera a mano aggiunge ansia a un film che merita la visione.

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